Musk scarica il Bitcoin, quotazioni a picco

Il patron di Tesla: "Inquina troppo, non lo accettiamo più come pagamento"

Musk scarica il Bitcoin, quotazioni a picco

Dal pollice in su al pollice verso il passo è breve. Soprattutto se di mezzo c'è Elon Musk, il guru di Tesla. La sua passione per il Bitcoin è già finita. Un amore fulminante appassito nell'arco di appena un trimestre. Giusto il tempo per accorgersi che la regina della criptovalute è brutta, sporca e cattiva. Non è ecologica. Peggio: inquina, visto che l'estrazione e le transazioni della moneta digitale richiedono l'impiego di enormi quantità di combustibili fossili, soprattutto carbone. Ergo: d'ora in poi, l'uomo che vuole portare l'uomo su Marte non accetterà più Bitcoin, declassato a rango di moneta fuori corso, da chi vuole stringere il volante delle sue automobili. Solo bonifici. O, meglio ancora, cash.

Trattasi insomma di un'autentica inversione a U, raccontata come d'abitudine via Twitter, senza un solo «mea culpa». I cinguettii di Musk sono di fatto motori del mercato, capaci di muovere miliardi e le aspettative di investitori: grandi, ma anche piccolissimi, come il popolo di Robinhood, l'app di trading usata dai teenager americani, che lì compravano e vendevano azioni della catena di videogiochi, criptovalute e opzioni. Così, se per mesi le parole di Musk erano state un formidabile driver per inflazionarne le quotazioni, la fresca conversione anti-crypto è costata all'antesignana delle valute 2.0 oltre 365 miliardi di capitalizzazione, nonostante lo stesso patron di Tesla abbia assicurato che non venderà Bitcoin. In realtà, già lo ha fatto: dall'ultima trimestrale, infatti, spicca il profitto di 272 milioni ottenuto dalla cessione di una parte delle monete elettroniche in possesso (in febbraio il controvalore era 1,5 miliardi).

Se sul mercato si è scatenata una tempesta, in rete è iniziato il processo alle intenzioni. Alcuni sono convinti che dietro la mossa ci sia la volontà di Musk di entrare nel mercato Usa del credito per combustibili rinnovabili, altri ipotizzano che il governo americano (o forse anche cinese) potrebbe aver provocato il cambio di passo. Musk, per le verità, ha detto di guardare con interesse alle cripto-valute che consumano meno dell'1% di energia utilizzata da Bitcoin. Una possibile chance di successo per la nuova versione, molto meno energivora, di Ethereum, attesa entro fine 2022. Si aspetta conferma tramite tweet di Musk.

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