Niente più incentivi? E gli ordini di auto crollano

La filiera: rifinanziare gli aiuti o si affonda "L'elettrico vale soltanto il 4% del mercato"

L'auto affonda e il governo è diviso su quale tipo di salvagente lanciare: da una parte, il Movimento 5 Stelle, che stravede solo per l'elettrico e l'ibrido con possibilità di ricarica, cioè il 4% del mercato; dall'altra, il resto della maggioranza, insieme ai partiti dell'opposizione, pronti a sostenere soprattutto il mercato dei grandi numeri, quello che vale il 96% delle vendite, lo stesso che ha permesso al settore di risollevarsi, in settembre, dopo i drammatici mesi di marzo e aprile coincisi con il lockdown.

Non è un caso che gli incentivi di 100 milioni, messi allora a disposizione dal governo, siano andati esauriti in meno di due settimane. L'ideologia, dunque, contro il buon senso. Intanto, la Legge di Bilancio è alle battute finali e il rifinanziamento degli aiuti al comparto, se utilizzati seguendo la logica e a beneficio dello svecchiamento del parco circolante, porterebbe una buona dose di ossigeno.

Di ieri, intanto, è il nuovo allarme lanciato da Anfia (filiera italiana), Federauto (concessionari) e Unrae (costruttori esteri): «Non inserire nella Legge di Bilancio fondi adeguati per il rifinanziamento degli incentivi, configurerebbe una gravissima perdita in termini di strategia economica e visione ambientale per il Paese», avvertono le tre associazioni.

In pratica, senza un forte sostegno per il 2021, sono a rischio il 10% del Pil e una parte ingente degli 80 miliardi di gettito fiscale, «di cui lo Stato ha disperato bisogno, senza contare le migliaia di occupati che perderanno il posto e che si dovranno sostenere con il ricorso alla cassa integrazione». Anfia, Federauto e Unrae mettono in guardia il governo, sottolineando come, in questo momento, «gli incentivi già terminati fanno crollare gli ordini, riportano il settore in profonda crisi e, a seconda del colore delle regioni a causa del Covid-19, ci sono flessioni tra il 50 e il 70%».

Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, ricorda che «il mercato chiede per lo più veicoli endotermici, a benzina e diesel di ultima generazione, da metà settembre non più sostenuti da incentivi».

«Si parla tanto di green - aggiunge - intanto il parco automezzi italiano continua a invecchiare, con sempre maggiori problemi per ambiente e sicurezza, senza che si muova un dito. Chiediamo a gran voce incentivi da inserire nella Legge di Bilancio e di smetterla con tutti i pregiudizi ideologici sulle autovetture a benzina e diesel. In ballo ci sono tra 400 e 600 milioni. Entro breve è attesa una decisione e quali emendamenti porre in tema di rifinanziamento degli incentivi. I tempi sono strettissimi. E noi affondiamo».

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