Non ci sono solo le banche: come imparare a finanziarsi altrove

Il progetto di Federterziario e Consob per informare i piccoli e medi imprenditori sulle potenzialità offerte dagli strumenti alternativi al credito bancario

Non ci sono solo le banche. Eppure, spesso, le piccole imprese italiane non lo sanno. Per finanziare la crescita aziendale, investimenti e innovazione, non sempre occorre rivolgersi ad una filiale. Il canale bancario è un'opzione, certo. Ma esistono anche strumenti finanziari favoriti dall'innovazione tecnologica, già ampiamente utilizzati in maniera strutturata in Europa.

Secondo le ultime stime, come spiega Federterziario, confederazione datoriale che riunisce quasi 100.000 imprese italiane, in Italia sono attive circa 5,3 milioni di PMI con una dimensione in termini di capitale umano impiegato che va da 1 a 10 dipendenti, con circa 15 milioni di lavoratori ed un fatturato totale superiore ai 2 mila miliardi di euro. Sono il vero tesoro produttivo italiano. Eppure "il rendimento del capitale investito in queste imprese è al di sotto della media europea". Il motivo, secondo Federterziario, è la sottovalutazione del potenziale delle piccole imprese che produce una "perdita di competitività" e rischia di non permettere alle aziende di affrontare al meglio la transazione tecnologica che si sta verifcando.

Per restare al passo coi tempi in un momento storico caratterizzato dalla restrizione del credito (i tassi sono ormai stabilmente in territorio negativo) e dallo stravolgimento della politica monetaria europea, secondo la confederazione occorre informare i piccoli e medi imprenditori sulle potenzialità offerte dagli strumenti complementari o alternativi al credito bancario. Parliamo di venture capital, crowfunding, finetech, mini bond e via dicendo. Per questo Fedeterziario e la Consob hanno stipulato lo scorso mese di febbraio un protocollo di collaborazione per informare le microimprese. Il progetto della durata di 24 mesi è stato presentato ufficialmente a maggio alla Camera dal Vice Direttore generale di Consob, Giuseppe D’Agostino, e da Nicola Patrizi, Presidente di Federterziario, alla presenza dell’allora Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Il percorso di educazione finanziaria è partito lo scorso 31 ottobre con il primo incontro a Salerno (Capital Market Union e Crowdfunding) e sarà articolato in due fasi. La prima, spiega Federterziario, "prevede 6 tappe a cadenza circa bimestrale" a Salerno, Brindisi (il 5 dicembre su Venture Capital e Business Angels) e poi Como (febbraio) e Verona (Aprile) e Reggio Calabria (ottobre). Potranno partecipare associati di Federterziario, commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati. La seconda fase, invece, sarà di 9 tappe con sessioni operative per gli imprenditori per informarli e guidarli operativamente all’utilizzo degli strumenti finanziari.