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Nvidia fa meglio anche del pil dell'Oman

Sale il fatturato (+68%). E il gruppo Usa prenota 95 miliardi di chip

Nvidia fa meglio anche del pil dell'Oman
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Guatemala, Angola e Oman che cosa hanno in comune? Tutte e tre hanno un Pil inferiore all'utile dell'anno fiscale del 2025 (chiuso il 25 gennaio 2026) di Nvidia che ha superato i 117 miliardi di dollari, con ricavi per 215,9 miliardi. Numeri record, con una crescita del 65% su anno, ma che ieri hanno portando più ombre che luci sul mercato.

Partendo dai dati positivi, a trainare questa straordinaria performance è stata in gran parte la divisione Data Center, che ha registrato entrate trimestrali record per 62,3 miliardi, in aumento del 75% rispetto a un anno fa, chiudendo con un fatturato annuale di 193,7 miliardi (+68%). Anche guardando alle stime di mercato future, le prospettive della società guidata da Jensen Huang (in foto) per il primo trimestre dell'anno fiscale 2027 prevedono ricavi eccezionali per circa 78 miliardi, con un margine d'errore del 2%.

È importante sottolineare che ciò non tiene conto dei ricavi provenienti dalla Cina, che potrebbero sbloccare un significativo potenziale di crescita per Nvidia una volta che il complesso gioco di poker ad alto rischio tra Stati Uniti e Cina sarà risolto nei prossimi mesi.

Tuttavia, scavando nelle pieghe della relazione annuale emergono anche dettagli più complessi, quelli che spiegano la cautela dei mercati. Nvidia ha infatti dichiarato obblighi di acquisto per ben 95,2 miliardi di dollari, un balzo enorme rispetto ai 16,1 miliardi dello scorso anno. Non si tratta di una scelta ordinaria, ma di una necessità strutturale: per stare al passo con la complessità estrema dei nuovi chip, il colosso della produzione Tsmc ha imposto a Nvidia contratti a lungo termine e pagamenti anticipati per finanziare l'espansione della capacità produttiva e del packaging personalizzato.

In sostanza, Nvidia sta accettando una scommessa senza la sicurezza di un paracadute: è costretta a staccare assegni miliardari per ordini non annullabili molto prima di avere la certezza della domanda finale. Se da un lato questo garantisce l'approvvigionamento tecnologico, dall'altro espone l'azienda a rischi di inventario mai visti prima. Proprio questa rigidità, unita ai segnali di una concorrenza sempre più agguerrita, ha proiettato ombre sul titolo. La rivale Amd presenterà entro l'anno un nuovo server IA di nuova generazione e ha già ottenuto contratti con clienti storici di Nvidia, come Meta.

Per Nvidia, insomma, la strada non sarà forse più spianata come fino a questo punto della sua storia, in cui i suoi chip hanno fatto la

differenza. Ed è qui che le ombre diventano evidenti sul mercato: ieri, con l'apertura di Wall Street, la società di Jensen Huang ha iniziato a perdere terreno, arrivando fino al -5%, dati poi migliorati nel corso della giornata.

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