Imu, occhio al salasso: cosa succede a mezzanotte

Il mancato pagamento comporta delle sanzioni, ma entro oggi, 30 giugno, è possibile pagare in ritardo l'imposta municipale sulla casa con il ravvedimento operoso sprint

Imu, occhio al salasso: cosa succede a mezzanotte

Mancano poche ore di tempo per poter pagare l'acconto sull'Imu 2022 con il ravvedimento operoso, cioè senza incappare in potenziali sanzioni a seguito dell'accertamento dell'Agenzia delle entrate e all’emissione delle cartelle esattoriali.

Il mancato pagamento dell'imposta municipale comporta, oltre al versamento del dovuto, anche una sanzione che, in via ordinaria, può arrivare al 30% dell'importo originario. Si tratta di cifre importanti, soprattutto in questo momento in cui le spese a causa del caro energia stanno aumentando e il portafoglio dei contribuenti italiani è sempre più leggero.

Allora meglio correre ai ripari ed evitare ulteriori spese: vediamo come muoversi.

Pagamento acconto Imu

Come scritto sopra, lo scorso 16 giugno scadeva il pagamento dell'acconto dell'imposta municipale. L'importo totale andrà saldato entro dicembre di quest'anno, come scritto in un precedente articolo de IlGiornale.It.

Qualora non si fosse provveduto al pagamento si corre il rischio di subire una sanzione che va ad aggiungersi all'importo dovuto. Il contribuente in mora, però, può usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso per mettersi in regola con i pagamenti, ma occorre fare attenzione alle scadenze stabilite.

Ravvedimento operoso

L'istituto del ravvedimento operoso varia a seconda del periodo temporale entro cui si effettuano i pagamenti in ritardo.

Qualora il ravvedimento venga effettuato entro 14 giorni (ravvedimento sprint) dalla scadenza la sanzione sarà pari allo 0,1%. Nel caso in cui, invece, si regolarizzi la propria posizione entro 30 giorni (cioè dal 15° al 30° giorno) la sanzione applicata arriva all'1,5% per passare all'1,67% se il pagamento dell’Imu avviene entro il novantesimo giorno dalla sua naturale scadenza.

Infine, se il contribuente dovesse utilizzare l'istituto del ravvedimento operoso superati i 90 giorni ed entro il termine di 1 anno, oltre al versamento dell'importo dovuto per il tributo si dovrà pagare una sanzione pari al 3,75% dell'importo.

A seguito dell'abrogazione del comma 1-bis dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, inoltre, superato l'anno si può comunque continuare ad usufruire del ravvedimento, ma occorre che il tutto venga effettuato prima dell’emissione delle cartelle esattoriali.

Superato l’anno ci si potrà mettere in regola pagando una sanzione del 4,29% sino all’inizio del secondo anno, periodo in cui la sanzione al 5%. Nel caso in cui la regolarizzazione avvenisse dopo la ricezione del verbale di constatazione la sanzione da pagare potrò arrivare sino al 6% a patto che il pagamento sia effettuato, come scritto sopra, prima dell’emissione della cartella esattoriale con cui partono gli interessi di mora che maturano giorno per giorno.

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