Il Parlamento europeo prova a dividere Google

Strasburgo vota la mozione per separare il motore di ricerca dagli altri servizi offerti. Obiettivo: garantire la concorrenza

Il Parlamento europeo spinge all'angolo Google: l'assemblea ha approvato ieri il testo che sollecita la Commissione europea, nell'ambito dello sviluppo del digitale, a serrare la vigilanza sulla posizione dominante occupata da Google, chiedendo la separazione tra i i servizi commerciali e l'attività di motore di ricerca del gruppo americano.

Non c'è dubbio che Google abbia un ruolo di gran peso in questo mercato dato che il 90% delle ricerche in rete viene fatto dagli utenti del vecchio continente sul sito della società di Mountain View.

Del resto già nel novembre 2010 la Commissione europea aveva aperto un'indagine contro Google per abuso di posizione dominante. Al gruppo californiano si rimprovera di pubblicizzare sulle sue pagine i propri servizi specializzati, chiudendo nei fatti la porta ai concorrenti. Google ha cercato di difendersi, ma per ora non è riuscita a convincere la Commissione.

Nello specifico i deputati europei invitano la Commissione, «dato il ruolo dei motori di ricerca Internet nel commercializzare lo sfruttamento secondario delle informazioni ottenute, a prendere in considerazione proposte volte a separare i motori di ricerca da altri servizi commerciali nel lungo termine». La risoluzione non è comunque vincolante per Bruxelles a cui i deputati chiedono però di «impedire qualsiasi abuso nella commercializzazione di servizi interconnessi da parte dei gestori dei motori di ricerca». Per il Parlamento Ue «l'indicizzazione, la valutazione, la presentazione e la classificazione effettuate dai motori di ricerca devono essere imparziali e trasparenti». Freddo, rispetto a una divisione coatta di Google, è invece il commissario Ue all'economia digitale Guenther Oettinger, che siede sulla poltrona che fu di Neelie Kroes. «Una divisione obbligatoria per me non sarebbe la soluzione migliore - ha detto - bisogna invece trovare soluzioni che vadano incontro ai bisogni di cittadini e stakeholder. Io non parlerei di una divisione vera e propria ma piuttosto di una corretta applicazione della direttiva Ue sulla concorrenza». Secondo Oettinger la risoluzione del Parlamento europeo è comunque «un parere importante che sottolinea quali sono le decisioni che devono essere prese dalla Commissione».

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