Partono le svendite di Stato: così Renzi punta a far cassa

Accanto alla Cassa depositi e prestiti, il governo chiama in causa gli investitori privati. Entro giugno i tagli agli spazi dei ministeri

Partono le svendite di Stato: così Renzi punta a far cassa

Lo Stato svende. Nel Def, che fissa gli obiettivi del bilancio pubblico, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha fissato dismissioni per 2,1 miliardi di euro. Un calendario serratissimo tra il 2015 e 2015 per vendere tutto il vendibile e far cassa il più possibile in modo da far scongiurare le clausole di salvaguardia che darebbero il colpo definitivo ai contribuenti italiani. E così il governo si appresta a vendere gioielli come la villa Favorita di Ercolano o immobili pubblici come la Caserma Milano di Bari. Già entro la fine dell'anno il dicastero di via XX Settembre conta di portare a casa un miliardo di euro.

Il piano messo a punto nel Def passa dalla Cassa depositi e prestiti. Già nel biennio 2013-2014, la Cassa ha fatto compere per 750 milioni di euro. Adesso, come anticipa oggi il Sole 24Ore, tornerà ad "acquistare immobili di Stato per metterli al centro di progetti di valorizzazione". Se Matteo Renzi vuole svendere così tanti immobili, dovrà far rientrare nel nuovo programma di dismissioni anche investitori privati. E, per non fare il solito buco nell'acqua, dovrà pure dotarsi di un trucchetto. L'idea di Padoan è, infatti, di fare bandi a procedura ristretta, ovvereo una gara "a inviti" per cui il ministero dell'Economia definisce parametri e requisiti ad hoc. Prima della vendita, i beni messi in vendita dal governo dovranno essere bonificati. Molti sono, infatti, in stato di semi abbandono. Per ovviare a questo problema scenderà in campo Invimit, la società di gestione del risparmio per gestire i fondi chiusi per gli investimenti immobiliari. Secondo le carte in mano al Sole 24Ore, "potrebbe investire nel piano un miliardo di euro acquistando immobili da ristrutturare e rimettere sul mercato con un nuovo valore".

Il Demanio ha già pubblicato la mappa dei tagli. Ci sono 696 uffici pubblici che possono saltare da un momento all'altro. Entro la fine di giugno, infatti, tutti i ministeri dovranno tagliare il 30% dei propri spazi. La svendita ha inizio.

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