Economia

Philip Morris in campo per salvare la filiera del tabacco dal caro-energia

La multinazionale stanzia 11 milioni di euro per sostenere i coltivatori italiani in difficoltà per il caro-energia. Philip Morris: "Così diamo certezze nell’immediato e creiamo le condizioni per proseguire nel percorso di sostenibilità"

Philip Morris in campo per salvare la filiera del tabacco dal caro-energia

In Italia la produzione agricola e alimentare assorbe oltre l’11 per cento dei consumi energetici industriali, soprattutto calore ed elettricità. Il caro bollette, quindi, sta mettendo a rischio seriamente anche l’agroalimentare Made in Italy e i nostri prodotti di eccellenza. Fra questi c’è il tabacco greggio, di cui l’Italia è primo produttore in Europa con una quota del 27 per cento e un volume complessivo di 50mila tonnellate. Una filiera che dà lavoro a circa 50mila persone soprattutto in quattro regioni: Campania, Umbria, Toscana e Veneto.

Proprio per sostenere economicamente le aziende che si sarebbero trovate a far fronte ai rincari, e garantire la continuità della produzione, lo scorso febbraio Philip Morris e Coldiretti avevano sottoscritto un "accordo salva-raccolti". Oggi la multinazionale del tabacco ha deciso di investire altri 11 milioni di euro per offrire soluzioni tempestive alle criticità emerse in questi mesi, dalla siccità record dei mesi estivi alle tensioni internazionali che spingono sempre più su il prezzo dell’energia.

Le misure messe in campo per i coltivatori, in un periodo in cui si materializza un’incidenza maggiore sulle spese, sono due: l’aumento dei prezzi del Tabacco Virginia e l’erogazione anticipata del contributo previsto dal contratto legato ai parametri di sostenibilità eco-energetica della filiera. L’obiettivo è quello di evitare che il percorso delle aziende agricole italiane verso un modello sempre più sostenibile e all’avanguardia della tecnologia si interrompa a causa dell’incertezza e dell’aumento del prezzo delle materie prime.

Grazie alla partnership strategica che dura da oltre vent’anni con il ministero delle Politiche Agricole e alla collaborazione decennale con Coldiretti, Philip Morris Italia ha investito complessivamente nella filiera tabacchicola italiana oltre 2 miliardi di euro, rendendola centrale nello scenario europeo ed internazionale. Un impegno, quello dell'azienda, confermato oggi da Cesare Trippella, Head of Leaf Eu di Philip Morris: "In una fase tanto delicata facciamo la nostra parte per dare certezze nell’immediato e creare le condizioni per proseguire nel percorso di sostenibilità intrapreso già da anni con Coldiretti e le imprese agricole".

"Siamo consapevoli – ha aggiunto - che il processo di transizione eco-energetica e digitale sia necessario per affrontare le sfide del medio termine. Al contempo, dobbiamo lavorare con tutta la filiera, per mettere in campo iniziative di ottimizzazione e semplificazione volte a mitigare gli impatti di future situazioni congiunturali e rimanere così competitivi nel contesto internazionale".

"Gli interventi economici messi in campo rappresentano un gesto di responsabilità concreta da parte di Philip Morris e un segnale di attenzione importante per le aziende agricole in questo momento di forte incertezza e instabilità caratterizzata da una crescita continua dei costi di produzione", ha sottolineato anche Gennarino Masiello, Presidente dell’Organizzazione Nazionale Tabacco Italia e Vice Presidente nazionale di Coldiretti. "Tutto ciò, - ha ricordato - si realizza nell’ambito di un accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris che non ha eguali nel settore del tabacco, dove sono continuamente stimolati investimenti in qualità, innovazione, transizione digitale e sostenibilità ambientale".

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