Economia

Pianifichiamo il nostro futuro

In passato era facile giurarsi amore eterno

Pianifichiamo il nostro futuro

In passato era facile giurarsi amore eterno. Ci si sposava giovanissimi, ma la durata della vita media non superava i 40 anni. Facendo un rapido calcolo: sposandosi a venti anni, l'eternità, in termini amorosi, non durava più di 15, nei casi migliori 20 anni. Oggi che invece la vita media supera gli 80 anni diventa sempre più complicato mantenere la promessa. Lo spunto arriva da un libro scritto 18 anni fa da Luciano De Crescenzo: La Distrazione. Una battuta? Oggi una triste realtà. Le promesse di «amore eterno» sono in crisi. I matrimoni di lunga data, oltre i 17 anni, stanno scoppiando: le separazioni più che raddoppiate. Lo racconta l'Annuario Statistico Italiano redatto dall'Istat. L'Italia è il Paese più vecchio in Europa, quello con i figli che restano a casa più a lungo e in cui di figli se ne fanno sempre meno. Tutto questo in cosa si traduce? Perché vivere più a lungo dovrebbe trasformarsi in fonte di preoccupazione?

Il cambiamento demografico in corso porterà nel 2031 a una riduzione di circa 6 milioni di persone nella fascia di età tra i 25 ed i 54 anni. Sono quelli che lavorano, che pagano tasse e contributi previdenziali. Capite bene come il sistema si stia squilibrando in maniera irreparabile? Il sistema pensionistico rischia di implodere? Dobbiamo pensarci per tempo. Accantonando risparmi con cognizione di causa. È proprio la gestione del risparmio a creare ulteriori problemi. Una ricerca promossa da Natixis ha sviluppato un indice, il Global retirement index (Gri) che misura i fattori che determinano il benessere e la sicurezza finanziaria dei pensionati.

Ebbene il tallone d'Achille dell'Italia sembra essere l'accesso a servizi finanziari di qualità capaci di preservare il valore del risparmio e di massimizzare il reddito. Pensiamoci per tempo. Facciamo in modo che vivere più a lungo resti una buona notizia. La peggiore delle sciagure sarebbe rischiare di sopravvivere al nostro denaro.

leopoldo.gasbarro@me.com

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