Pirelli, profitti a quota 38,5 milioni. "Fusione con Brembo non in agenda"

Tronchetti: "Ci vorrà del tempo per recuperare i livelli del 2019"

Pirelli, profitti a quota 38,5 milioni. "Fusione con Brembo non in agenda"

«Una nostra fusione con Brembo? Domanda divertente, ma non c'è nulla in agenda; siamo sempre pronti ad analizzare ogni proposta, ma non ce ne sono da vagliare»: così Marco Tronchetti Provera (nella foto), vicepresidente esecutivo e ad di Pirelli, ha troncato sul nascere nuove possibili illazioni, da parte del mercato, dopo che l'azienda guidata da Alberto Bombassei è entrata nel gruppo della Bicocca con il 2,43%, «come approccio non speculativo di lungo periodo».

La risposta di Tronchetti Provera agli analisti è arrivata poco dopo aver commentato i risultati del primo trimestre dell'anno.

Il periodo, condizionato dall'emergenza coronavirus e dalle misure di lockdown (generale deterioramento delle condizioni economiche, calo di consumi e produzione), ha visto comunque la Bicocca segnare un utile netto di 38,5 milioni, in calo dai 101,4 milioni dello stesso periodo di un anno fa. I ricavi sono scesi del 20%, a 1,05 miliardi, per l'importante riduzione della domanda, mentre l'ebit adjusted ha registrato 141,1 milioni con un margine al 13,4% (16,7% nel primo trimestre 2019). Per contenere al massimo l'impatto causato dalla crisi sanitaria, Pirelli ha messo in atto efficienze e tagli dei costi.

«Anche con un recupero nella seconda parte del 2020 - la visione di Tronchetti Provera - ci vorrà tempo per recuperare i livelli del 2019, per questo stiamo lavorando per rendere Pirelli un player più leggero e più rapido. Il mercato in Cina è comunque in recupero e la resilienza del segmento Premium è per noi un supporto ai nostri risultati. Attendiamo di vedere quali strumenti di sostegno saranno forniti dai Paesi all'automotive in Usa ed Europa».

Complessivamente, i benefici derivanti dalle iniziative per ridurre i costi (Piano Competitività e Azioni Covid) ammontano a circa 280 milioni. E nel primo trimestre i vantaggi netti dei due piani ammontano a complessivi 33 milioni. I risparmi hanno interessato costi discrezionali, revisione d'attività di marketing e comunicazione, rinegoziazione dei contratti con i fornitori, prioritizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, efficienze sulla distribuzione. Pirelli ha, quindi, confermato gli obiettivi per il 2020 rivisti a inizio aprile, tra cui la cancellazione del dividendo.

«A breve - ha aggiunto il top manager - è prevista la formalizzazione della joint venture tra Camfin e Longmarch». Il veicolo della famiglia cinese Niu, in pratica, sarà titolare di una partecipazione potenziale che le riconosce il diritto di riacquistare il 7,68% di Pirelli, quota in aumento rispetto al 5,19% comunicato ad aprile.

L'accordo, come spiegato da Tronchetti Provera, prevede una preventiva consultazione tra Camfin e Longmarch prima delle assemblee di Pirelli e il diritto di Camfin di fornire indicazioni di voto all'assemblea della Bicocca.

Camfin, a cui spetterà la governance della joint venture e che detiene già direttamente il 10% di Pirelli, potrà pertanto esprimere il diritto di voto su quasi il 18% del capitale del gruppo.

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