Quale azione italiana ​è la più bella del reame?

Abbiamo creato da tempo questa formula che ci guida nella selezione delle azioni

Quale azione italiana ​è la più bella del reame?

È possibile unire analisi tecnica ed analisi fondamentale in un’unica metodologia ? E ancora: è possibile automatizzare questo nuovo approccio metodologico di selezione delle azioni in una formula che produca automaticamente le migliori azioni del listino ?

Abbiamo creato da tempo questa formula che ci guida nella selezione delle azioni. E l’abbiamo ribattezzata analisi Tecno-fondamentale. E l’abbiamo riassunta in un indice, come possiamo anche leggere nella legenda finale, che abbiamo ribattezzato l’ATF (Analisi Tecno Fondamentale), che ordineremo dall’alto al basso per riuscire ad identificare immediatamente le azioni che ci interessano maggiormente. L’ATF è infatti una media semplice ed equipesata dei 7 input di questo ranking. Non spaventatevi se questi concetti potranno sembrarvi complicati, alla fine del percorso arriverete ad innamorarvi anche di questa sezione.

Prima di continuare però è doveroso fare un passo indietro e dirvi che questa metodologia è la versione italiana targata Emilio Tomasini sa del Canslim, metodologia sviluppata negli anni ’50 da William O’Neil che rappresenta le sette caratteristiche (una per ogni lettera del Canslim) che le azioni migliori hanno in comune prima di scoppiare e realizzare dei guadagni di prezzo estremamente elevati. Questa strategia riguarda sia dettagli di analisi tecnica sia dettagli di analisi fondamentali (da qui il nome della nostra sezione) e i suoi capisaldi sono i seguenti:

C: Guadagni trimestrali correnti. Gli utili delle azioni devono aumentare di almeno un 25% nell’ultimo trimestre.

A: Crescita annuale degli utili, che devono aumentare, negli ultimi tre anni, del 25%

N: Offerta di prodotti e servizi innovativi. Le aziende che sviluppano novità vengono premiate e attraggono l’interesse della borsa

S: Indicatore di domanda e offerta, che si può vedere, ad esempio, nei volumi

L: L’obiettivo deve essere comprare azioni leader posizionate in settori leader. Questo tipo di misurazione si può ricavare dalla forza relativa dei prezzi

I: Interessamento da parte degli investitori istituzionali, ovvero quelli che effettivamente guidano il mercato (banche, fondi di investimento, grandi istituzioni,…). Ad indicare l’attività istituzionale all’interno di un’azione ci pensano i segnali di accumulazione/distribuzione

M: Direzione generale del mercato. Come tutti sappiamo, infatti, il mercato è un ciclo che intervalla fasi rialziste, fasi rialziste sotto pressione e congestioni. Il consiglio è ovviamente investire durante i rialzi del mercato generale, ricordando che spesso la sorte delle singole azioni dipende proprio da quella del quadro globale.

In questo articolo vedremo quindi tutti i dettagli che riescono a comporre insalate potenzialmente vincenti mettendo insieme diverse caratteristiche. L’adattamento che abbiamo fatto di questa metodologia per renderla congrua alla situazione italiana, fatta di 400 azioni e non di 10.000 come la Borsa USA, viene realizzato in questo modo e ad ogni spiegazione della legenda corrisponde una colonna nella tabella che segue:

Data di bilancio, che indica la data di chiusura dell’ultimo bilancio trimestrale.

Capitalizzazione dell’azione.

Trend , che è la condizione di avere la chiusura superiore alla media mobile a 200 giorni dell'azione

Insider, che indica la percentuale delle azioni in circolazione possedute dagli investitori istituzionali e dagli insider

% TRIM, ovvero la percentuale di incremento degli utili per azioni trimestrali sul trimestre corrispettivo precedente.

% ANN, ovvero la percentuale di crescita annua

ROC, indicatore 0/100 che esprime il momentum dell’azione

CONTR/CAP, il controvalore medio degli ultimi 21 giorni / capitalizzazione

MAX, la misurazione di quanto dista la percentuale dal massimo a un anno.

Osserviamo più da vicino la tabella: indicheremo in rosso le azioni che comporranno la lista di oggi, anticipandovi che abbiamo deciso di analizzare solo quelle che non abbiamo mai trattato su queste colonne e comunque pubblicamente:

Questa è una tabella che non si modifica velocemente e in cui i titoli rimangono per diversi mesi. Notiamo subito che ci sono due OPA, quella di ASTM e quella del Credito Valtellinese, come a dire che non ci siamo solo noi a dire che il valore era nei prezzi delle due azioni.

AZIONI ASTM: Partiamo con un colosso. Gruppo industriale attivo nella gestione di reti autostradali in concessione, nella tecnologia e nella progettazione di opere infrastrutturali che si posiziona al secondo posto tra gli operatori autostradali mondiali. Guardando il grafico ci viene da chiederci immediatamente cosa possa essere successo dal 20 febbraio in poi. Il 2020 di ASTM si è chiuso comprensibilmente in negativo a causa della pandemia e delle limitazioni che ne sono conseguite, con i ricavi in calo di quasi il 3,5% rispetto all’anno precedente e l’Ebitda sceso da 792,4 milioni a 547,78 milioni di euro. A fine febbraio, esattamente il 22 (e qui veniamo alla risoluzione del mistero iniziale) NAF 2, società interamente posseduta da Nuova Argo Finanziaria, ha comunicato l’intenzione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto (OPA) finalizzata all’acquisizione della totalità delle azioni ordinarie di ASTM, pari a quasi 66.940 (47,64% del capitale della società). In questo modo NAF 2 corrisponderà circa 25 euro per ogni azione ASTM portata in adesione all’OPA. I risultati, come vediamo bene, sono stati immediati, con i prezzi aumentati del 27,5% in un batter d’occhio.

AZIONI CREDITO VALTELLINESE: Altro giro altra OPA identificato dal Canslim, anche se un po' meno recente. In questo caso, infatti, l’offerta pubblica di acquisto volontaria è stata lanciata da Crèdit Agricole Italia a fine novembre. L’offerta prevedeva un corrispettivo interamente in denaro pari a 10,5 euro per ogni azione di Credito Valtellinese portata in adesione. Dopo meno di 15 ore dall’annuncio, il valore delle azioni superava già il prezzo dell’OPA. Pochi giorni fa, anche vedendo l’andamento generale del titolo, il consiglio di amministrazione di Credito Valtellinese ha valutato non congruo da un punto di vista finanziario il corrispettivo per azione offerto dall’OPA. Secondo la banca, infatti, l’OPA attualmente non valorizzerebbe abbastanza tutti gli elementi distintivi di Creval. (Guardate di nuovo la tabella: gli investitori istituzionali sono al massimo che è un altro modo di dire che c'era da tempo odore di OPA)

AZIONI OPENJOBMETIS: Operatore del mercato italiano nella somministrazione di lavoro, come vediamo dal grafico ha iniziato la sua scalata un anno fa per non fermarsi più raggiugendo, attualmente, i livelli pre-pandemia. Dopo la comunicazione dei risultati 2020 e dei dividendi 2021 si è verificato un balzo di prezzi e di volumi. Se i primi stanno resistendo, non possiamo però dire lo stesso dei volumi, che risultano instabili e ballerini. Ad ogni modo, Openjobsmetis ha chiuso il 2020 con un calo dell’8,6% da imputare alla pandemia. I vertici dell’azienda si sono subito mostrati ottimisti, prevedendo un ritorno alla normalità durante il 2021 e proponendo un dividendo di 0,11 euro per azione, della serie mettiamo la bocca dove c'è il portafoglio. Sotto il profilo tecnico l'azione sta disegnando un uncino sopra i massimi della congestione quindi il timing è perfetto.

AZIONI TITANMET: Holding di partecipazioni impegnata nell’attività di investimento stabile in diversi settori, gli ultimi dati di bilancio che abbiamo a disposizione risalgono ai primi nove mesi del 2020. Il periodo in oggetto era stato chiuso con i ricavi passati da 316mila a 363mila euro. Come vediamo dal grafico, tuttavia, nell’ultimo periodo qualcosa si è sicuramente mosso e se ancora non sappiamo di cosa si tratti possiamo immaginare che ci sia lo zampino degli investitori istituzionali. Le barre dei prezzi a marzo si sono fatte lunghissime, comprendendo un’oscillazione molto grande (anche se, è importante sottolinearlo, stiamo parlando di prezzi irrisori) e i volumi, seppur non costanti, hanno dato segni di vita. Sono gusti: dipende a chi piacciono le montagne russe. Da segnalare solo in quanto presente nella lista, basta guardare la capitalizzazione (di molto inferiore ai numeri delle altre azioni di cui parliamo) per capire che non è pane per i denti di molti.

AZIONI EMAK: Società attiva nei settori dell’outdoor power equipment, ha chiuso il 2020 con ricavi in aumento di oltre l’8% rispetto all’esercizio precedente. In crescita anche l’Ebitda, salito da 49,1 milioni a 55,6. I vertici di Emak a inizio anno hanno comunicato una raccolta ordine di molto superiore rispetto a quella dell’inizio dello scorso esercizio, testimoniata dalla crescita del fatturato nei primi due mesi del 2021 intorno al 25% rispetto allo stesso periodo del 2020. Oltre all’avere previsto un fatturato in crescita, il management della società ha proposto di distribuire un dividendo 2021 di 0,045 euro per azione. Le notizie positive a livello di bilancio, come vediamo, si riscontrano anche sul grafico. I livelli dei prezzi stanno raggiungendo quelli del 2019, quando era iniziato un ribasso culminato nel 2020 con l’arrivo della pandemia. Costanti, invece, i volumi scambiati.

AZIONI RETELIT: Dopo la rottura del massimo storico registrata a ottobre 2020, è iniziata una congestione che si sta facendo via via più larga, preannunciando forse un cambiamento vicino. I volumi ci deludono parecchio, rimanendo bloccati nonostante i livelli dei prezzi siano tutto sommato rimasti vicini a quelli della rottura dei massimi. La società di telecomunicazioni a metà marzo ha comunicato gli impressionanti risultati del 2020, con ricavi in aumento del 99% rispetto all’anno precedente. L’incremento è principalmente da attribuire all’acquisizione del Gruppo PA, che ha contribuito con ricavi di 62,7 milioni circa. In forte aumento (+56%) anche l’Ebitda. A fine 2020 la posizione finanziaria netta era negativa per quasi 127 milioni di euro, in nettissimo peggioramento rispetto al valore positivo di inizio anno, a causa dell’acquisizione di Gruppo PA e di Brennercom. Il management di Retelit prevede, per l’anno in corso, un fatturato compreso tra 173 e 188 milioni di euro e ha proposto la distribuzione di un dividendo 2021 di 0,03 euro per azione. (Anche in questo caso il valore che indica gli investitori istituzionali è al massimo). Tecnicamente siamo in una congestione orizzontale.

AZIONI DEA CAPITAL: Società capofila del Gruppo De Agostini per gli investimenti in private equity e la presenza nel settore dell’alternative asset management, dal grafico vediamo un aumento dei volumi a partire dall’inizio dell’anno. Il trend è fortemente in crescita e finalmente sembra stabile. Dopo la pandemia, infatti, si sono verificati diversi scossoni che preannunciavano rialzi che però si risolvevano nel breve tempo. La situazione attuale sembra meno rumorosa. Gli ultimi risultati di bilacio che abbiamo a disposizione risalgono ai primi nove mesi del 2020, quando è stato registrato un risultato netto negativo per 1,44 milioni di euro a causa degli effetti della pandemia. A livello tecnico siamo ritornati ai prezzi del febbraio del 2020 e quindi se il rialzo prosegue entriamo in una fase nuova spudoratamente rialzista di questa azione.

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