Ecco come risparmiare davvero ​cambiando la rata per il mutuo

La banca è comunque libera di respingere la richiesta inoltrata dal proprio cliente

Con la crisi economica in atto, sono in tanti ad aver intrapreso la via della rinegoziazione del proprio mutuo al fine di migliorare le condizioni contrattuali sancite inizialmente con la propria banca.

Si tratta di un'operazione senza alcun costo aggiuntivo per il mutuatario, il quale cerca di alleggerirsi degli oneri finanziari divenuti troppo pesanti: una possibilità che l'istituto di credito concede (riservandosi tuttavia la possibilità di rifiutare la proposta del cliente), proprio per non rischiare di perdere il rimborso delle rate del mutuo anticipato. Ecco spiegato il motivo per il quale la via della rinegoziazione è più percorribile per coloro che vedono mutare la propria condizione economica e si trovano in difficoltà nei pagamenti piuttosto che per quanti decidano di rinegoziare un mutuo per anticiparne l'estinzione. Quali sono le condizioni che possono essere riviste?

In primis tassi di interesse e spread. La prima voce è tuttavia strettamente connessa al mercato e da esso determinata (ad esempio l'Euribor, indice di riferimento per quanto concerne i mutui a tasso variabile), mentre la seconda dipende proprio dall'istituto di credito, trattandosi di un'"aggiunta" inserita per determinare il proprio guadagno. Altro elemento è la durata del contratto: quindi in casi di difficoltà economica, ad esempio, un mutuatario può chiedere di passare da un mutuo ventennale ad uno trentennale. Infine la tipologia stessa del contratto: non è inusuale che si possa chiedere il passaggio da un mutuo con tasso fisso ad uno variabile o viceversa.

Per avviare una richiesta di rinegoziazione è sufficiente inviare una raccomandata con avviso di ricevimento al proprio istituto di credito ed attendere la risposta. Nel caso in cui la banca decida di trattare, le condizioni contrattuali possono essere modificate e messe nero su bianco senza necessità di mediazione del notaio o costi aggiuntivi.

In caso di esito negativo, invece, si può percorrere la strada della surroga. Tramitre essa è possibile trasferire il mutuo ad un differente istituto di credito senza spese aggiuntive. La nuova banca dovrà ottenere da quella precedente il calcolo preciso di ciò che rimane ancora da pagare al mutuatario. Per potervi accedere è necessario richiedere al nuovo istituto bancario un capitale identico a quello residuo del mutuo che si sta trasferendo, ma non è tuttavia concessa la richiesta di un capitale aggiuntivo. L'unico costo di cui il diretto interessato che decide di accedere a questo sistema dovrà farsi carico sono i 35 euro previsti per la tassa di iscrizione della surrogazione nei registri immobiliari.

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