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Economia

Statali, busta paga "stravolta" Tutti i nuovi importi in tasca

La stabilizzazione dell'elemento perequativo rimane uno dei principali nodi da sciogliere in fase di trattativa

Decreto lavoro, gli aumenti in busta paga da luglio

Dal rapporto semestrale sulle retribuzioni per i dipendenti pubblici effettuato da Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), emergono tutte le novità in previsione per il rinnovo 2019/2021. Gli incrementi, tuttavia, a seguito dell'analisi di tali dati da parte dei sindacati, lascerebbero tanti con l'amaro in bocca, fermandosi a cifre inferiori rispetto a quelle previste.

Per gli statali si parla di un aumento di 107 euro mensili al lordo dell'elemento perequativo (lo strumento con cui si cerca di dare sostegno a quei lavoratori con redditi più bassi). Non conteggiando, tuttavia, l'integrazione compresa nel rinnovo dei contratti 2016/2018, l'incremento medio si ferma ad appena 100 euro. Una cifra non raggiunta da infermieri nè da docenti. I primi, con l'applicazione dei criteri previsti, arriverebbero a un aumento di 97 euro senza elemento perequativo ed al lordo dell'indennità di vacanza (cioè 15 euro). I docenti non andrebbero oltre i 91,50 euro, i dipendenti pubblici degli enti locali cat.A (la categoria base) si fermeranno addirittura a 60,30 euro al netto dell'elemento perequativo ed al lordo dell'indennità di vacanza (mentre per i dirigenti si parla invece di un aumento di 334 euro mensili). "Alla fine del mese definiremo con i sindacati i comparti e le aree di contrattazione", spiega a Il Messaggero Antonio Naddeo, presidente dell'Aran. "Dopodiché una direttiva del ministero della Pa e del Mef darà ufficialmente il via alla trattativa, eventualmente con le indicazioni per destinare più risorse ai comparti svantaggiati".

Il rapporto di Aran fa emergere un incremento del 3,8% per quanto riguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici in previsione per il rinnovo 2019/2021, non includendo tuttavia l'elemento perequativo: al lordo di quest'ultimo si arriva al 4,07%. Proprio la stabilizzazione di tale bonus previsto per i redditi più bassi resta uno dei campi di scontro aperti con i sindacati di categoria, ed il fatto che tra le parti in trattativa il clima sia molto teso è risultato palese anche in occasione dello sciopero generale dello scorso 9 dicembre, fatto in periodo di piena emergenza sanitaria. Sono dieci gli anni di blocco di contrattazione, ma ciò nonostante i sindacati non puntano a recuperare tutto in un unico momento. L'intento resta almeno quello di portare alle categorie tutelate un incremento superiore agli 85 euro lordi ottenuti per la fase 2016/2018.

Per quanto riguarda il periodo 2016/2018, a dicembre si è concluso l'iter del rinnovo anche per i dirigenti delle funzioni locali, mentre resta fermo al palo quello del personale della presidenza del Consiglio e dei dirigenti di palazzo Chigi.

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