La rivolta dei castellani: "Non pagheremo la Tasi"

I proprietari di castelli non voglio versare le tasse sugli immobili. In cambio offrono di aprire le loro case al pubblico

La rivolta dei castellani: "Non pagheremo la Tasi"

Chi non ha mai sognato di abitare in un castello? Non certo un affare nell'Italia delle tasse sugli immobili. Lo sanno bene i proprietari dei castelli italiani che rischiano ora la bancarotta proprio a causa della tanto odiata Tasi.

"Il 90% dei castelli privati in Italia rischia di scomparire se non cambiano le norme previste nella legge di stabilità", dice all'Huffington Post, il presidente dell’Istituto italiano dei Castelli, Fabio Pignatelli della Leonessa, rappresentante di coloro che si definiscono non "ricchi proprietari", ma "virtuosi cittadini che di fronte a pesanti oneri di conservazione e restauro chiedono forme di incentivo e di sostegno" allo Stato.

E pur di non pagare le tasse sono disposti a far diventare le proprie abitazioni delle vere e proprie case-museo aperte al pubblico per 40 giorni all'anno, come recita la proposta presentata in Parlamento. “Ci dipingono come ricchi e nobili, ma dobbiamo affrontare problemi come tutti, a iniziare dalle tasse”, spiega la proprietaria di un castello in Sicilia.

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