"Quelli del sì" incalzano il governo: "Servono le infrastrutture"

Gli artigiani riuniti a Milano per chiedere al governo infrastrutture e politiche per la crescita: "La manovra ci fa arretrare, l'esecutivo non tiri il freno alle imprese"

"Quelli del sì" incalzano il governo: "Servono le infrastrutture"

"Gli artigiani oggi si sentono come i ciclisti che hanno fatto la fatica di raggiungere il gruppo di testa delle imprese che competono in Europa e nel mondo. E chi ha compiuto questo sforzo, in salita, non intende sopportare che nessuno gli tiri il freno, ma vogliamo fare la gara spingendo sull'acceleratore".

"Quelli del sì" si riuniscono oggi a Milano nella kermesse organizzata da Confartigianato per mandare messaggio al governo. È il secondo grande evento del cosiddetto "partito del Pil" che - dopo la manifestazione di Confindustria a Torino - chiede a gran voce infrastrutture e politiche per la crescita.

"Tutte le condizioni che concorrono a farci andare avanti ci troveranno partecipi nello sforzo, ma quelle che ci fanno arretrare troveranno la nostra ferma opposizione", ha detto il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, "Siamo attenti ai rischi e qualche rischio l'abbiamo fiutato. Abbiamo sentito puzza di bruciato quando nei mesi scorsi un provvedimento ha cambiato le regole sui contratti a tempo determinato senza che nessuno, nè le imprese nè i lavoratori, ne avvertisse l'esigenza. O quando la critica nei confronti dell'euro rischiava di diventare un'indicazione verso l'uscita dalla moneta comune che sarebbe disastrosa per il nostro Paese".

In particolare gli artigiani chiedono di "sciogliere i nodi sulle grandi opere", come Tav e Terzo Valico. "Vogliamo dare un'indicazione forte al governo su quelle che sono le necessità e le indicazioni per tenerci agganciati allo sviluppo", ha ribadito Sangalli, "Nelle settimane scorse la scelta del gambero sulla Torino-Lione ci ha fatto alzare la soglia di attenzione nei confronti delle tante altre opere di cui il nostro Paese e il Nord hanno bisogno. Vogliamo che i nodi di collegamenti e infrastrutture si sciolgano rapidamente, noi siamo quelli del sì, rappresentiamo 1 milione di imprese che sono direttamente interessate allo sviluppo delle infrastrutture perchè manifatturiere, di costruzioni e trasporti"

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