Economia

Saipem torna a fare utili grazie alla cura "verde"

Il gruppo punta sulle rinnovabili, giù il debito L'ad: «Il dividendo? Si deciderà a fine anno»

Saipem torna a fare utili grazie alla cura "verde"

Saipem torna in utile nel semestre e a un livello di contratti miliardari che non si vedeva dal 2015, quando ancora la tempesta petrolifera (con il mini greggio sotto 30 dollari), non si era abbattuta sui gruppi del settore. Merito della «cura Cao», alla guida del gruppo da quattro anni, e della nuova strategia orientata su gas e fonti rinnovabili e sempre meno sull'oro nero: a fine 2016 i due settori erano bilanciati al 50%, nel 2017 gas e rinnovabili sono salite al 51% e, a fine 2018, al 60%. Per l'intero esercizio Saipem prevede una supremazia (al 66%) per gas e rinnovabili contro il 34% del greggio, su un portafoglio ordini totale che, al momento, è di oltre 17 miliardi. Un dato che sale a 19,4 miliardi, se si includono le società non consolidate.

Guardando al semestre, Saipem ha registrato acquisizioni di nuovi ordini per 9,5 miliardi, dato che va incrementato di altri 3,2 miliardi di ulteriori ordini acquisiti dopo giugno. Il gruppo rivede inoltre il nero, con un risultato netto positivo di 14 milioni a fronte di una precedente perdita di 323 milioni. I ricavi sono saliti da 3,79 a 4,51 miliardi. In rialzo il margine operativo lordo, da 410 milioni a 574 milioni.

«Questi risultati sono ha detto l'ad Stefano Cao il frutto anche della profonda trasformazione organizzativa e gestionale e del deciso orientamento strategico ad anticipare la transizione energetica».

In evidenza, anche per gli analisti, è poi la stima del calo del debito per il 2019: il valore è stato rivisto sotto gli 800 milioni, oltre 200 milioni in meno rispetto a quella originaria di 1 miliardo. Le previsioni per l'esercizio comprendono ricavi di circa 9 miliardi con una marginalità a livello di ebitda adjusted superiore al 10% e investimenti tecnici attorno ai 500 milioni.

Numeri che hanno messo le ali al titolo (+1,76% a 4,58 euro) e che fanno ben sperare su due fronti: il possibile ritorno del dividendo (assente dal maggio 2013), e la ricerca di un partner nel settore perforazioni che «è ancora in corso». Sul fronte remunerazione, Cao ha spiegato che «al momento non confermiamo nè smentiamo l'ipotesi, ma si deciderà a fine anno». Guardando al futuro, Cao ha evidenziato, infine, come «la dinamica di aggiudicazione dei contratti rimanga favorevole grazie a ulteriori accordi firmati dopo la chiusura del semestre», come quelli in Arabia Saudita, l'ultimo ieri da 300 milioni, per un totale di 3,2 miliardi.

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