Salone del Mobile, Claudio Luti si dimette da presidente

La decisione presa perché “si è evidenziata la volontà da parte delle aziende di rinunciare a partecipare al Salone di settembre, rendendo difficoltoso dar vita a una manifestazione di qualità, rappresentativa del settore nel suo insieme”

Salone del Mobile, Claudio Luti si dimette da presidente

Claudio Luti si è dimesso dalla presidenza del Salone del Mobile Milano, decisione presa dopo che “si è evidenziata la volontà da parte delle aziende di rinunciare a partecipare al Salone di settembre, rendendo difficoltoso dar vita a una manifestazione di qualità, rappresentativa del settore nel suo insieme”.

Luti stava lavorando in questi giorni - si legge in una nota - per costruire le condizioni che assicurassero, compatibilmente con il rispetto dei protocolli e le garanzie sanitarie dovute e richieste, lo svolgimento della manifestazione (edizione numero 60 del Salone, in calendario dal 5 al 10 settembre in Fiera Milano, ndr). L’obiettivo: rappresentare il sistema unito e compatto nel tornare a raccontare al mondo il design e a portare i primi segnali di una reale rinascita del Paese.

Ed è questa diversità di visione globale del settore e del ruolo della più grande manifestazione mondiale del design e dell’arredo che ha spinto Claudio Luti a lasciare proprio alla vigilia del cda di Federlegno Arredo Eventi che non ha quindi presieduto.

“Lasciare la presidenza del Salone in un momento così delicato e complesso è una scelta dolorosa e sofferta – spiega Claudio Luti -. Mi sono impegnato in questi anni per affermare la manifestazione quale raffigurazione del sistema a livello internazionale, ma non ci sono più le condizioni per perseguire una mia visione di compattezza del settore per il bene comune”.

“Rispetto le decisioni di tutti - sottolinea - ma non condivido la volontà di non fare squadra in un momento così delicato e di rinunciare almeno a provare a definire un percorso concreto per fare quello che potrebbe essere il Salone simbolo della ripresa del Paese”.

“Certamente riconosco le difficoltà e anche le incognite che ci impediscono ora di chiarire tutte le incertezze date dallo scenario pandemico ancora incombente. Ma quello che conta per me è la comune volontà di intenti, che è venuta a mancare. Resta - conclude - il mio indiscusso rispetto e affetto per il Salone del Mobile che continuerò a sostenere e mi auguro che il lavoro di tutti prosegua con l’obiettivo di preservare le emozioni, le suggestioni e la forza che il Salone da sempre porta a Milano”.

Il cda di Federlegno Arredo Eventi Spa "ha ricevuto le dimissioni di Claudio Luti dalla presidenza del Salone del Mobile.Milano e conferma che a oggi non è stata ancora assunta alcuna decisione inerente all’organizzazione del Salone del Mobile.Milano 2021".
"Ogni decisione - sottolinea in una nota - è rimessa alla valutazione del Consiglio di amministrazione della società che si riunirà nei prossimi giorni".

Si attende dunque la decisione definitiva da parte del cda, vista l' importanza economica del Salone del Mobile per il Paese, per la Lombardia e per Milano, "fotografata" dai dati dell’ultima edizione, quella del 2019, che aveva registrato in Fiera Milano 386.236 visitatori e buyer provenienti da 181 Paesi di tutto il mondo, con un incremento delle presenze del 12% rispetto a quella del 2017 che proponeva come nel 2019 anche le biennali Euroluce e Workplace 3.0. L’impatto sul pil secondo stime del 2020 di FederlegnoArredo, è di oltre un miliardo di euro. La manifestazione genera poi circa 350 milioni di euro tra ricettività, commercio e trasporti. Solo a Milano la settimana del design genera un indotto di 200 milioni euro e il presidente di Camera di Commercio e Confcommercio Carlo Sangalli definisce "fondamentale" invitando a non fare "passi falsi", soprattutto dopo la decisione del governo di riaprire le fiere internazionali da 15 giugno.

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