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Scatta l'ora dell'Arbitro assicurativo

Ricorsi telematici e risarcimenti fino a 300mila euro

Scatta l'ora dell'Arbitro assicurativo
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Dal 15 gennaio si apre una nuova stagione per la tutela dei consumatori nel mondo delle assicurazioni. Dopo anni di attesa e una gestazione particolarmente lunga, diventa finalmente operativo l'Arbitro assicurativo (Aas). Accanto all'Arbitro bancario e a quello per le controversie finanziarie, il nuovo organismo promette di riequilibrare un rapporto storicamente sbilanciato tra cittadini e compagnie assicurative. Un passaggio atteso, che punta a rendere più semplice e veloce far valere i propri diritti senza dover ricorrere ai tribunali.

L'Aas, istituito sotto l'egida dell'Ivass, l'Autorità di vigilanza presieduta da Luigi Federico Signorini (in foto), potrebbe avere un impatto ancora più ampio rispetto ai cugini dei settori bancario e finanziario. La platea dei soggetti interessati è infatti molto vasta e comprende non solo il contraente delle polizze, ma anche l'assicurato, il beneficiario e il danneggiato che può agire direttamente contro la compagnia, come avviene nei casi di Rc Auto. Non a caso dall'Ivass si attende un vero e proprio tsunami di ricorsi nei primi mesi di attività.

In pratica, proprio in un'ottica di semplificazione, il ricorso potrà essere presentato in via telematica, con un costo di 20 euro. Un elemento chiave in un settore dove la complessità dei contratti e la forza contrattuale delle imprese hanno spesso scoraggiato i clienti dal far valere le proprie ragioni. Il Collegio dell'Arbitro, per ora unico e con sede a Roma, sarà composto da cinque membri scelti e le decisioni saranno basate esclusivamente sulla documentazione presentata, senza perizie o audizioni. Sono anche previsti limiti precisi ai rimborsi: fino a 300mila euro per le polizze vita, 25mila per le polizze danni e 2.500 per i risarcimenti diretti. Chiaramente, prima di rivolgersi al nuovo Arbitro assicurativo, resta obbligatorio il reclamo alla compagnia o all'intermediario.

Le decisioni non sono vincolanti, ma il rifiuto da parte della

compagnia comporta una significativa sanzione reputazionale, con la pubblicazione dell'esito sul sito dell'Aas e dell'intermediario. Un deterrente che punta a rendere la tutela dei consumatori non solo formale, ma concreta.

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