L'Antitrust piomba sulla Serie A in tv: ecco perché

L'accordo Tim-Dazn per i diritti della Serie A è sotto la lente dell'Antitrust

L'Antitrust piomba sulla Serie A in tv: ecco perché

Al vaglio dell'Antitrust alcune clausole dell'accordo tra Tim e Dazn per la distribuzione e il supporto tecnologico, riguardanti in particolare i contenuti dei Pacchetti 1 e 3 ossia i diritti per le partite della Serie A.

È stata avviata un'istruttoria dall'autorità con il fine di accertare se esista o meno una possibile intesa restrittiva della concorrenza per le clausole che limitano commercialmente Dazn nell'offerta di servizi televisivi a pagamento.

A presentare il ricorso contro l'assegnazione, ovviamente, è stata Sky, storica titolare dei diritti tv delle partite di calcio, la quale lo scorso giugno si è presentata all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Esattamente dopo che in primavera Dazn, con Tim come partner, ha acquistato per i prossimi tre anni l'esclusiva di sette partite su dieci di ogni giornata della Serie A e la co-esclusività sulle restanti tre. Una vera e propria tabula rasa.

Inoltre, l'istruttoria, fa sapere l'Antitrust in una nota, ha anche un altro fine, vale a dire verificare la restrittività dell'intesa con riferimento a ulteriori elementi che riguardano la possibile adozione da parte di Tim di soluzione tecniche non disponibili per gli operatori di telecomunicazione concorrenti. In altre parole, si sta parlando di possibili ostacoli nell'adozione di soluzioni tecnologiche.

L'intesa tra Tim e Dazn, come scrive anche Repubblica, potrebbe tradursi in significative distorsioni della concorrenza. Sempre in un contesto caratterizzato dall'evoluzione delle modalità d'uso dei servizi televisivi che ormai si orientano verso le piattaforme streaming. Proprio per questo si potrebbe pregiudicare lo sviluppo concorrenziale nel mercato delle pay-tv e in quelli collegati, come ad esempio, i servizi di telecomunicazioni fisse al dettaglio e all'ingrosso a banda larga e ultra larga delle telecomunicazioni mobili.

L'oggetto dell'istruttoria è, dunque, che l'accordo tra le due potenze potrebbe impedire ai consumatori di scegliere liberamente il proprio fornitore di internet.

Non si tratta però dell'unico procedimento avviato dall'Antitrust. L'Autorità, infatti, avendo preso in considerazione il fatto che la vendita delle offerte dei contenuti della Serie A è cominciata da relativamente poco, si sta muovendo affinché si adottino delle misure cautelari. Quest'ultime entreranno in vigore solo qualora l'esito del contradditorio con le parti dimostrati che i comportamenti di Tim e Dazn creano gravi danni e irreparabili alla concorrenza.

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