Economia

A settembre il patrimonio supera quota 2mila miliardi

Il nuovo record grazie ai 3,6 miliardi di raccolta netta con i fondi ancora protagonisti. Male solo i monetari

Altri 3,6 miliardi di euro in cascina. È questo il bottino di settembre dell'industria italiana del risparmio gestito che porta così a 79,5 i miliardi di nuove sottoscrizioni nette da inizio anno. Flussi che, combinati con una impostazione tendenzialmente positiva dei mercati finanziari, hanno permesso di tagliare lo scorso mese un nuovo primato storico in termini di patrimonio complessivo in gestione: 2.046 miliardi, il 50,5% dei quali (1.034 miliardi) in fondi comuni e il restante 49,5% in gestioni di portafoglio (1.012 miliardi). Tonando ai dati di raccolta, i fondi continuano a tirare la volata all'intera industria con 2,6 miliardi di flussi netti in entrata. Le gestioni di portafoglio, dal canto loro, si sono fermate a 923 milioni, frutto del saldo positivo delle gestioni per istituzionali e di quello negativo delle gestioni per il pubblico retail (-375 milioni). Una dinamica che riflette quanto accaduto da inizio anno e che vede la raccolta netta dei fondi a 58,2 miliardi e quella delle gestioni di portafoglio a 21,3 miliardi. Tra i fondi più gettonati, flessibili (2,1 miliardi) davanti ai bilanciati (827 milioni), agli obbligazionari (735) e agli azionari (490); in rosso, invece, i fondi monetari (-1,4 miliardi). Nonostante questo risultato mensile dei flessibili, sono però gli obbligazionari la categoria di fondi che vanta il maggior volume di raccolta da inizio anno (24,7 miliardi). Obbligazionari che restano peraltro saldamente in testa nella graduatoria stilata in base al patrimonio (409 miliardi, pari al 41,6% del totale): i flessibili non vanno oltre i 231,1 miliardi (23,5%), gli azionari si fermano a 215,6 miliardi (21,9%), i bilanciati si attestano a 92,8 miliardi (9,4%) e i monetari euro a quota 31,1 miliardi (3,2%).

Infine a settembre il divario tra fondi esteri e italiani in termini di raccolta si è drasticamente ridotto, con i primi che hanno accumulato adesioni nette per 1,47 miliardi e i fondi italiani che hanno contabilizzato 1,15 miliardi.

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