Economia

Si sganciano prezzi gas-elettricità: ecco quali saranno gli effetti

Il Consiglio dei Ministri, in programma per il prossimo venerdì, potrebbe porre le basi per un primo cambiamento

Si sganciano prezzi gas-elettricità: ecco quali saranno gli effetti

A meno di imprevisti dell'ultimo momento, venerdì prossimo il consiglio dei Ministri dovrebbe riunirsi per approvare alcune norme per contrastare il caro energia: tali modifiche dovrebbero riguardare la definizione di un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento del costo del gas da quello dell'elettricità.

L'Italia tenta quindi di muoversi per tempo, e lo fa tramite il decreto "Energy release" firmato dal ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Decreto che prevede la vendita di energia elettrica a prezzi calmierati per determinate categorie di utenti, vale a dire i clienti industriali interrompibili, piccole e medie imprese (Pmi) e contribuenti delle principali isole (Sicilia e Sardegna).

"Ho firmato il decreto ministeriale Energy release che dedica 18 terawattora, con una mediazione del Gse, alla categoria industriale delle interrompibili ad un prezzo controllato di 210 euro a megawattora, in un momento in cui l'elettricità costa oltre 450", ha spiegato il ministro nei giorni scorsi a Il Sole 24 Ore. "È meno della metà: questo sarà assegnato con aste del Gse e speriamo possa ridurre la bolletta energetica per gli energivori. Qualcosa del genere la stiamo studiando sul gas e vedremo più avanti", ha aggiunto. Tra le altre cose, quindi, il decreto consente la vendita diretta di energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili alle "imprese interrompibili" come quelle "energivore" (acciaierie, fonderie, cartiere e cementifici, industrie chimiche e della ceramica). Si parla di dedicare 18 terawattora, con la mediazione del Gse (Gestore dei servizi energetici), a un prezzo controllato di 210 euro a megawattora a tutte quelle imprese con elevati consumi di energia che siano disposte a interrompere la produzione in caso di emergenza nazionale, così da assicurare la continuità di fornitura di corrente elettrica in caso di malfunzionamenti o blackout.

Quello dei 210 euro per Mwh è un limite che potrebbe diminuire ulteriormente a seguito delle decisioni prese dall'Ue, pronta a partire con un decreto simile, che punterebbe invece a stabilire un tetto di 180 euro per Mwh.

Il disaccoppiamento

Sarà di fondamentale importanza la realizzazione del disaccoppiamento tra il prezzo della luce e quello del gas, meccanismo introdotto tra 1998/2000 con l'istituzione del mercato europeo dell'energia. Venne allora stabilito di legare l'andamento dei costi del gas a quello dell'elettricità, inclusa quella derivata da fonti rinnovabili. Tutto questo con lo scopo di incentivare il lavoro dei produttori di "energia green", garantendo loro lauti guadagni per l'eolico così come per il solare.

Ad oggi il costo dell'energia sui mercati internazionali viene determinato sulla base del prezzo di una sola fonte, seguendo lo schema "pay-as-clear". Le varie offerte proposte dai produttori, da quelle più basse delle "rinnovabili" fino a quelle più alte derivanti da combustibili "fossili", hanno un unico costo che deriva dal prezzo marginale della principale fonte considerata. Nel territorio dell'Ue sono soprattutto le centrali a gas quelle indispensabili a coprire la domanda dei Paesi membri: basti pensare che solo in Italia oltre il 40% dell'energia prodotta deriva dalla combustione di gas. Ecco perché è il prezzo dell'energia derivante dal gas a determinare il costo generale dell'energia, anche quella prodotta da fonti rinnovabili, pur se con costi marginali inferiori.

Col prezzo del gas alle stelle, tutti i vantaggi di questo sistema si sono annullati. Cosa che ha spinto Italia, Francia, Spagna e Grecia a chiedere una urgente riforma delle regole del mercato già a dicembre dello scorso anno. Il disaccoppiamento potrebbe, in teoria, consentire a ogni fornitore di stabilire un prezzo dell'energia in base ai costi di produzione (costi che per le rinnovabili sono bassi grazie alla materia prima), determinando delle diminuzioni in bolletta.

Tetto al prezzo del gas

Il passo successivo potrebbe essere quello di stabilire un tetto al prezzo del gas, ma nulla è ancora certo."La settimana scorsa abbiamo avuto una riunione dei ministri dell'energia nella quale si doveva ancora discutere su quale approccio avere sul price cap. Ancora non c’era indirizzo", ha ammesso Cingolani a Il Sole 24 Ore. "Dopo un’accesa discussione la maggioranza degli stati membri ha ammesso che il price cap fosse l'unica strada europea per mettere un limite alle fluttuazioni del Ttf. Il 30 settembre è stato convocato un consiglio dei ministri dell'energia straordinario per chiudere questa vicenda". I tempi sono stretti, e il problema principale è quello di abbattere i costi dell'energia prima dell'inverno.

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