Siluro tedesco per Renzi: "L'Italia come la Grecia in versione extralarge"

Il quotidiano economico Handelsblatt: "L'Italia ha un debito pubblico-record ma Renzi distorce la realtà parlando contro l'austerità tedesca"

Siluro tedesco per Renzi: "L'Italia come la Grecia in versione extralarge"

Bordate in arrivo dalla Germania per Matteo Renzi e il suo governo. A sparare a palle incatenate è il quotidiano economico di Düsseldorf Handelsblatt, che in un editoriale pubblicato venerdì lancia un allarme dai toni inequivocabili: "L'Italia è una Grecia extralarge".

Nel corsivo, l'analista Wolfram Weimer avverte: la situazione greca è tragica, ma le difficoltà dell'economia italiana, per la Germania e per l'Europa, sono ancora più pericolose. A preoccupare la finanza tedesca è anzitutto il debito pubblico italiano: "Dall’inizio dell’anno il debito pubblico è cresciuto di 83,3 miliardi di euro fino alla fine di maggio, e secondo gli analisti la soglia dei 100 miliardi di euro è già stata superata in modo chiaro. In questo modo, in soli sei mesi, l’Italia ha aumentato la sua montagna di debito di una cifra maggiore rispetto all’intero programma di aiuti per la Grecia." La cifra-monstre calcolata è di 8866 euro di debito al secondo.

In questo scenario che parrebbe quasi pre-apocalittico, il premier Renzi che fa? Al netto di "qualche passo avanti" individuato ad esempio nella riforma del mercato del lavoro, Weimer giudica "grottesca" la distorsione della realtà operata dalla "retorica" del governo Renzi. Il giudizio è senza appello: "Il premier italiano non riesce più a portare avanti i suoi progetti e vede un indebitamento più alto come il minore dei mali. La retorica dell’austerità imposta dalla Germania è una grottesca distorsione della realtà."

L'analista inoltre ricorda come l'Italia, che pure è la terza economia dell'Eurozona, abbia attraversato la peggiore crisi dal dopoguerra e come gli accenni di ripresa degli ultimi mesi siano dovuti più a fattori esterni (quantitative easing, bassi tassi di interesse, basso costo del petrolio...) che non a riforme che ancora stentano a decollare. Gli ostacoli sono quelli di sempre: un pachidermico sistema burocratico-giudiziario che ostacola l'impresa, la corruzione che scoraggia investimenti esteri, il settore della ricerca ancora trascurato.

Il timore, insomma, è che un'esplosione del bubbone italiano, in prospettiva, provocherebbe danni che con la crisi greca non avremmo nemmeno immaginato.

Commenti