Mutui sospesi su prima casa? La beffa: ecco chi resta fuori

Con il Dl Ristori vengono confermate alcune agevolazioni per quanto riguarda i finanziamenti per le prime case, ma ne decadono altre destinate ad aiutare lavoratori autonomi e liberi professionisti

Cosa cambia nell'ambito dei mutui per l'acquisto di prime case? Le ultime decisioni del governo giallorosso creano un duplice scenario. Da una parte, infatti, viene confermata anche per tutto il prossimo anno la procedura rapida di accesso al "Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa", così come resta valida (almeno fino al 9 di aprile del 2022) la possibilità di usufruire, per le categorie che vi rientrano, nel Fondo Garanzia Prima Casa gestito da Consap.

D'altro canto, tuttavia, decade per alcune categorie di lavoratori, nello specifico liberi professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori, il diritto di accedere a suddetta sospensione. Così ha determinato il Senato (154 favorevoli, 122 contrari), col governo che aveva posto la fiducia pur di arrivare alla conversione in legge del Dl Ristori. Una votazione che spetterà in conclusione anche alla Camera dei deputati.

Nel testo del Dl 137/2020, come spiegato da "Il Sole 24 Ore", è inclusa anche la proroga al Fondo Gasparrini (gestito dalla Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici – ConSap -, controllata al 100% dal Ministero dell'economia e delle finanze). Lo strumento prevede la possibilità di venire incontro alle esigenze di cittadini in conclamate ma temporanee difficoltà economiche, attraverso una sospensione dei mutui relativi all'acquisto di prime case.

Proprio per quanto riguarda suddetta sospensione c'erano già stati degli interventi all'inizio della pandemia. Come, ad esempio, il Dl 9/2020, che estendeva tale moratoria a quanti avessero documentato una riduzione delle ore di lavoro almeno del 20% od una sospensione della propria attività per 30 giorni consecutivi. O come l'articolo 12 del Dl 23/2020 (Dl liquidità), che introduce la possibilità di sospensione automatica di tale tipologia di mutuo già da parte dello stesso istituto finanziario, fin dalla rata immediatamente successiva al momento della presentazione della domanda di "congelamento" dei pagamenti e dopo uno specifico controllo della documentazione. Proprio questa procedura accelerata è stata confermata per un altro anno col Dl Ristori. La seconda proroga (come detto fino al 9 aprile 2022) prevede invece l'applicazione della moratoria sui mutui prima casa anche a quei finanziamenti in ammortamento da un tempo inferiore ad un anno.

Oltre tali conferme vi sono tuttavia anche delle agevolazioni che saltano, come l'accesso al Fondo Consap per piccoli professionisti, lavoratori autonomi, commercianti ed artigiani con un calo del 33% del fatturato. Per tali categorie nessuna proroga: dal 17 dicembre non possono infatti più accedere a tale fondo. Si torna così a quanto previsto in precedenza, ovvero l'obbligo di presentazione dell'Isee, che non deve comunque superare i 30mila euro. Ritorno al passato anche per la questione relativa al tetto massimo dei finanziamenti congelabili, che da 400mila scende a 250mila euro.

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Commenti

stefano.f

Mer, 06/01/2021 - 17:14

Se la gente imparasse a smetterla di fare mutui quanto meno per determinati importi sarebbe bene per tutti e tutto. Dal fare un muto per l'80 % a 25/30 anni a farlo per il 50% a 10/15 anni ben diverso. Se uno puo' la casa la compra se non puo va in affitto.

flip

Dom, 10/01/2021 - 12:29

comunque i mutui e leasing con il calcolo delle rate all''italiana' è molto più economico e conveniente di quello attuale. con il calcolo alla "FRANCESE".. ed ha anche la rata costante. ma c'è un pessimo particolare.Purtroppo l'attuale sistema di calcolo dei mutui o prestiti al consumo, e' stato reso obbligatorio (tanti anni fa) Da un sedicente governatore DI BANCHETTITAliA.Quindi ci vorrebbe un'altro governatore (più intelligente) che rimodificasse l'attuale sistema di calcolo.