La mappa della Tari: ecco dove si paga di più

Centro-Sud maggiormente penalizzato del Nord sui costi per i rifiuti urbani e le attività commerciali come bar e ristoranti: ecco alcuni numeri

Stangata bollette: quali sono le città dove la Tari costa di più

Città che vai, rifiuti che paghi: si potrebbe parafrasare così la situazione italiana sulla Tari (Tassa sui rifiuti) che vede enormi disparità tra Nord e Sud ma anche tra città geograficamente vicine tra loro.

Ecco alcune tariffe

L'analisi è stata condotta dal Centro Studi Enti Locali (Csel) ed ha preso in considerazione i dati standard, quelli cioé che non tengono conto di riduzioni e agevolazioni che spettano ad alcune utenze in particolare e nemmeno delle riduzioni che alcuni Comuni hanno deciso per contrastare gli effetti negativi della pandemia. In questa speciale classifica, Napoli è la città con le cifre più alte per le utenze domestiche di tutti i suoi componenti mentre Trieste è il capoluogo con i prezzi più bassi per il monolocale che abbia un solo componente. Mediamente, però, è Bologna a stare meglio di tutti avendo le tariffe più convenienti.

Andando ad esempi concreti, una famiglia di sei persone ed una casa da 160 mq, a Napoli paga 728,66 di Tari contro i 435 euro di Bologna: calcolatrice alla mano, alle stesse condizioni, una famiglia napoletana sborsa 293 euro in più, un'enormità. Se una persona vive da sola in un appartamento della grandezza che non va oltre i 60 mq, a Trieste paga 116,59 euro mentre a Napoli 211,43. Fra le città principali, come riporta La Stampa, troviamo Roma con 172,01 euro, a Bologna si pagano 163,20 euro, Milano costa 144,41 euro e Torino 123,83 euro.

Categorie di lavoratori

Se il quadro descritto riguarda single e famiglie, il discorso cambia quando si parla di ristoratori, attività industriali, bar e cinema. In questo è Roma capitale ad avere i prezzi pià salati variando da poco più di 5 euro al metro quadro per cinema e teatri, passando a 10,95 euro per botteghe come quelle di parrucchieri, barbieri ed estetisti per finire con ben 38,98 euro al metro quadrato per chi possiede ristoranti, pizzerie, trattorie e luoghi di ristoro. Un gradino più basso (34,57 euro al mq) per i bar, caffè e pasticcerie. Nella categoria ristorazione, è ancora una volta Bologna la meno cara mentre Trieste è la più conveniente sulle tasse di attività come i capannoni di produzione. In ogni caso, al Nord si sta meglio che al Sud come dimostrano Trieste, Milano e Bologna rispetto a Roma e Napoli.

Come cambia l'igiene urbana

Altre importanti differenze nord-sud si hanno dall'analisi dei dati raccolti dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale): secondo l'ultima rilevazione datata 2019, raccolta e trasporto dell'indifferenziata a Roma costa 35,48 euro l'anno per ogni abitante contro i 16,21 euro di Torino, in pratica la metà, e 16,36 di Milano. Fra le altre, Trieste costa 17,55 euro l'anno al singolo cittadino, Bologna costa 24,44 euro e Napoli 24,6 euro a persona. Discorso identico quello sulla pulizia delle strade: a Torino costa 17,73 euro l'anno ad abitante contro le 45,99 euro di Roma (la più cara d'Italia), 45,27 euro di Milano e 43,95 euro di Bologna. Una volta tanto, Napoli è "più economica" con le sue 24,29 euro anche rispetto a Trieste dove ogni singolo abitante paga 29,34 euro annui.

Se per i prezzi alti Napoli è penalizzata, non ci sono giustificazioni sulla percentuale di abitanti che fanno la raccolta differenziata: solo il 36,2% contro il 42,2% di Trieste, il 45,2% di Roma e il 47,67% di Torino (tutte comunque troppo basse). Va meglio, ma non benissimo, soltanto a Bologna e Milano, rispettivamente con il 54,1% e il 61,2%: siamo ancora troppo lontani dagli standard dei Paesi del Nord Europa.

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