La tassa è di plastica: "Gettito sovrastimato"

La tassa sulla plastica traballa. I tecnici del Senato bocciano la relazione tecnica e di fatto lanciano l'allarme sulle entrate previste dal governo

La plastic tax si sgonfia già. A quanto pare le previsioni di gettito del nuovo balzello sarebbero sovrastimate. E a segnalare questo errore sono i tecnici del Senato che stanno analizzando la tassa voluta dell'esecutivo giallorosso. L'errore di stima a quanto pare non ammonta a pochi spiccioli ma a circa 800 milioni di gettito in più che potrebbero non arrivare. Nel mirino dell'analisi è finita la relazione tecnica che di fatto ha già previsto le entrate dalla tassa sulla plastica. Ebbene, le parole dei tecnici di palazzo Madama sono fin troppo chiare: "Si rischia una sovrastima del gettito che potrebbe aggirarsi su una quota pari a circa 800 milioni di euro". Poi gli stessi tecnici spiegano i motivi di questa stima in eccesso: "La relazione tecnica utilizza il dato relativo al quantitativo di imballaggi in plastica che si prevede saranno immessi al consumo in Italia negli anni 2020 e 2021". A questo punto viene data anche un'indicazione al governo: "Occorre chiarire se il dato acquisito a regime relativo al quantitativo di imballaggi, pari a circa 2.192 mln di chilogrammi, sulla cui base è stato stimato il maggior gettito, è riferito ai soli imballaggi monouso, che rappresentano un sottoinsieme della totalità degli imballaggi in plastica".

Poi c'è un altro dettaglio da aggiungere: le stime di gettito considerano gli imballaggi in plastica senza però escludere dal conto quelli riutilizzabili. E sul nuovo balzello arriva la presa di posizione di Confindustria che con il direttore generale, Marcella Panucci attacca l'esecutivo: "Soltanto il settore produttori di plastica conta 2mila imprese con circa 50mila addetti diretti. L’impatto sul prezzo del prodotto finale sarebbe +10%, le regioni maggiormente interessate dalla produzione di plastica sono Veneto, Emilia e Lombardia". Per questo motivo proprio dagli industriali arriva la richiesta di un rinvio della tassa che permetta la creazione di un tavolo di discussione col governo per studiare una nuova soluzione. Insomma il nuovo balzello crea malumori forti nel settore dell'industria e li crea anche nel governo. La tassa, fortemente voluta dai Cinque Stelle, adesso è al centro di un acceso scontro tra il Pd, Italia Viva e gli stessi grillini. Infine va ricordato che anche il governatore dell'Emilia Romagna, Bonaccini, ha criticato i dem per questa scelta. Una scelta che peserà soprattutto sulla sua regione, al primo posto per la produzione di plastica e imballaggi. E a quanto pare la sovrastima riguarda anche la tassa sulle auto aziendali. Anche su questo fronte i tecnici del Senato chiedono una verifica più approfondita da parte dell'esecutivo proprio sul gettito: "Appare necessario un approfondimento che permetta di comprendere come si sia giunti ai valori di gettito indicati, chiarendo ad esempio se e in che termini si sia tenuto conto delle conseguenze della rimodulazione proposta dalla disposizione in commento sui redditi dei datori di lavoro".

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Commenti

tremendo2

Lun, 11/11/2019 - 20:27

rimodulare vuol dire che invece di una supposta, ne prenderemo due.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Lun, 11/11/2019 - 20:36

Il problema della previsione sugli introiti dalle tasse, costantemente sbagliata, è dovuto all'Azione Umana; cioè è dovuto alla reazione della gente che, una volta capito che il costo di un bene è aumentato o ne riduce il consumo o si rivolge ad altri beni, distruggendo un mercato e quindi posti di lavoro; quindi è prevedibile che il risultato di questa teoria di tasse sarà una ulteriore depressione dell'Italia, come sempre accade con le manovre economiche socialiste.