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La sezione "rossa" del Tribunale di Roma: risarcito con 18mila euro un altro migrante

Dagli indennizzi ai clandestini pluricondannati agli stop al Viminale fino alle sentenze che favoriscono Report

La sezione "rossa" del Tribunale di Roma: risarcito con 18mila euro un altro migrante
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La Diciottesima Sezione Civile del Tribunale di Roma, di cui fa parte la leader di Md Silvia Albano (nella foto), sta facendo discutere per l'ultima decisione adottata, quella del giudice Corrado Bile. Sua la sentenza che ha stabilito che il Viminale dovrà risarcire per 700 euro un migrante che era stato trattenuto nel Cpr in Albania, pluricondannato anche per aver malmenato una donna con calci e pugni, causandole un trauma oculare e cranico. Ma non è certo l'unica posizione sui generis che hanno assunto: di quella sezione fa parte anche Damiana Colla, che nel 2023 ha condannato il ministero dell'Interno a risarcire per 18mila euro un migrante pakistano che era stato respinto dall'Italia alla Slovenia e poi in Bosnia. Questo perché, secondo la sentenza, si trattava di «trattamenti inumani» e violazioni del diritto d'asilo. L'uomo era fuggito nel 2018 arrivando in Italia dal confine con la Slovenia dove era stato accolto tramite la firma, come da prassi, di alcuni documenti, ma poi, non avendo dato seguito alla richiesta di asilo, era stato affidato alle autorità slovene, che poi lo hanno rimandato a quelle croate per poi essere rispedito in Bosnia. Il Viminale aveva affermato «la legittimità della pratica della riammissione informale dei cittadini stranieri verso lo stato membro dal quale hanno fatto ingresso, quando essi siano individuati nell'immediata prossimità spaziale e temporale dell'attraversamento irregolare della frontiera e quando ciò sia previsto da un accordo tra gli stati interessati». Il Pakistano fa però poi rientro in Italia nel 2021 dove gli viene accordato lo status di rifugiato: «La più elevata forma di protezione internazionale», aveva detto la Colla che aveva quindi ottenuto il risarcimento per il ritardo nell'accesso alla procedura d'asilo. Il Tribunale di Roma, in particolare attraverso le sue sezioni civili specializzate, gioca un ruolo centrale nel contenzioso sulla violazione della privacy, spesso intervenendo per annullare o ridurre sanzioni imposte dal Garante per la Protezione dei Dati Personali o per risarcimenti del danno. E questo è avvenuto anche in due occasioni a favore di Report: nel primo caso è stato Bile che di recente ha contraddetto il Garante della Privacy per la divulgazione dell'audio tra l'allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini nel «caso Boccia», annullando la multa di 150mila euro. Mentre l'attuale presidente Luciana Sangiovanni aveva bocciato la decisione del Garante della privacy che aveva stoppato la messa in onda da parte di Report di alcuni documenti sensibili (messaggi privati spiattellati in televisione) su Armando Siri, già parlamentare e sottosegretario della Lega. Nominare Report, però, non è evidentemente piaciuto al conduttore Sigfrido Ranucci, che su Facebook si è espresso attaccando il quotidiano e Fratelli d'Italia che ha ripreso l'inchiesta: «Fdi e Il Giornale del gruppo Angelucci, parlamentare della Lega, fanno outing sul perché vogliono modificare la Costituzione per riformare la magistratura, abolizione dei diritti dei più fragili e silenziare i giornalisti», aggiungendo che «la riforma gli serve per condizionare i magistrati e impedire che ripristinino la verità e la giustizia sulle sanzioni e le manganellate ai giornalisti del Garante della Privacy che a sua volta emette sentenze dopo essersi consultato con il partito. Più chiaro di così. C'è bisogno di aggiungere altro?».

Nessuna consultazione, ovviamente, ma la mera constatazione di sentenze e motivazioni che possono essere commentate e che creano precedenti allarmanti: se nemmeno un irregolare che picchia le donne e usa 13 alias può stare in un centro per rimpatri, a chi sono adibite quelle strutture? Chi conosce il sistema sa benissimo che il Cpr non è certo un luogo adatto a ogni tipo di criminale, ma vengono condotte lì persone con una reiterata propensione al crimine, come nel caso dell'algerino risarcito che ha oltre 20 condanne anche per droga e furto. C'è bisogno di aggiungere altro?

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