Telecom, senza rete i ricavi possono crescere

Telecom, senza rete i ricavi possono crescere

Non è un caso che la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) dica che, sulla vicenda dello scorporo della rete fissa, voglia restare alla finestra in attesa delle mosse di Telecom. Oggi il cda di Telecom, che si svolgerà a Milano a partire dalle 9,30, forse scioglierà alcuni dubbi, ma le incognite non mancano. Anche perché Telecom vorrebbe, dopo lo scorporo della rete, avere via libera sui prezzi per la rete in fibra che oggi sono invece soggetti a una preventiva approvazione da parte dell'Authority per le tlc. Telecom, nella corsa alla rete in fibra, ha un concorrente, Metroweb, che già vende servizi ad alcuni operatori alternativi.
Oltre a Fastweb, anche Vodafone ha lanciato, a Milano, servizi commerciali per fibra nelle case su rete di Metroweb. Su questa ci sarà, dall'estate, pure Wind. La differenza principale è che su rete Telecom ci sarà la fibra fino agli «armadi» e poi il rame sino a casa, mentre su Metroweb le offerte residenziali saranno con fibra ottica direttamente in casa. Metroweb, società controllata da F2i (con il 53,8%) e dal Fondo strategico italiano (46,2%) di Cdp, vuole comunque essere della partita, almeno secondo Radiocor, che fa alcune stime. Per la rete di Telecom l'equity value sarebbe di 4 miliardi circa (14 miliardi di enterprise value e 10 di debito). Conferendo a quest'ultima Metroweb, il cui valore è stimato in quasi 400 milioni, si otterebbe una quota di poco meno del 10%.
Certo, l'accordo con Metroweb è l'ultima delle preoccupazioni di Franco Bernabè che, oggi, dovrà invece discutere di quello ben più importante con «3» che deve essere avallato dai soci Telco, la holding che detiene il 22,4% di Telecom. Telco ha i conti in rossi per 990 milioni a causa dell'ulteriore svalutazione della quota Telecom per 901 milioni.
Per questo ha dovuto abbattere il capitale per perdite. Contestualmente, ha rifinanziato il prestito obbligazionario da 1,75 miliardi scaduto il 27 aprile, con l'emissione di un nuovo prestito di pari importo, con scadenza al 2015. Intanto Telecom, per fare cassa, ha anche deciso di mettere in vendita la sede storica di Piazza Affari, in cui però resterebbe in affitto.

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