Terna punta 7,3 miliardi per la svolta ambientale

Nel 2019 utile a 757 milioni (+7,2%), sale il dividendo. Ferraris: "Chiude triennio epocale"

Terna punta una fiche da 7,3 miliardi sulla transizione energetica, il 20% in più rispetto al precedente piano. L'annuncio è avvenuto nel corso della presentazione del piano strategico 2020-2024. «Il piano strategico è in linea con il green new deal della Ue e con la strategia nazionale di decarbonizzazione» ha detto l'ad del gruppo Luigi Ferraris che punta alla riconferma al vertice del gruppo quando, con l'assemblea degli azionisti del 27 aprile, il vertice arriverà a scadenza adi mandato.

Più in dettaglio oltre 4 miliardi di investimenti saranno destinati a rafforzare le connessioni e interconnessioni; 2 miliardi saranno alle attività di rinnovo ed efficienza e un miliardo per accrescere la sicurezza e la stabilità della rete. All'interno dei tre ambiti di investimento 900 milioni saranno destinati ad aumentare la digitalizzazione delle stazioni elettriche. «Terna sta realizzando una profonda trasformazione ponendosi al centro della transizione energetica in atto» ha poi commentato il Ferraris ricordando poi i principali progetti del piano: Tyrrenian Link che permetterà di accrescere la capacità di scambio elettrico tra Campania, Sicilia e Sardegna e Sa.Co.I.3. che prevede il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e il Continente. Le indicazioni tuttavia non bastano a sostenere il titolo che ha chiuso in calo del 2,8% a 5,42 euro.

Il gruppo, controllato dal Mef tramite il 29,8% in mano alla Cdp, ha poi approvato ieri i dati di bilancio 2019 e indicato i target al 2024. Più in dettaglio Terna ha chiuso l'ultimo esercizio con un giro d'affari di 2,295 miliardi (in aumento del 4,5% sul 2018), un margine operativo lordo di 1,741 miliardi (+5,5%), un utile netto di 757,3 milioni (+7,2%) e un debito finanziario netto di 8,258 miliardi. Su questa base il cda ha proposto una cedola di 24,95 cent (che ai prezzi di oggi rappresenta un rendimento complessivo del 4,6%), comprensiva dell'anticipo di 8,42 cent pagato a novembre. Il saldo, 16,53 (pari a un rendimento del 3%), se approvato in assemblea, garantisce ad oggi un rendimento del 3 per cento. Quanto al futuro la società prevede di raggiungere 2,49 miliardi di ricavi, 1,79 di ebitda, un utile per azione di 38 cent e un valore degli asset regolati (Rab) di 15,8 miliardi. Entro il 2024 i target previsti sono di un giro d'affari di 2,94 miliardi, un ebitda di 2,17 miliardi, un utile per azione di 48 cent e un valore dei Rab di 19,7 miliardi. Previsto in crescita anche il rendimento degli azionisti: il dividendo dovrebbe aumentare in media dell'8% all'anno nei primi tre anni del piano, mentre nel 2023 e nel 2024 la società prevede di destinare alle cedole il 75% dell'utile e comunque un dividendo non inferiore alla cedola del 2022.

Positive le reazioni dei broker sui target indicati, soprattutto per quanto riguarda le indicazioni di miglioramento di utile e investimenti. Tuttavia, non manca chi, come Goldman Sachs, nota che il rischio di un ulteriore tagli entro il 2022 possa influire fino al 10% sugli utili futuri.

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