Economia

"Visione strategica". Coldiretti promuove il ministero della Sovranità alimentare

Il presidente Prandini promuove la "progettualità d'insieme" alla base del nuovo dicastero

"Visione strategica", Coldiretti promuove il ministero della Sovranità alimentare

La "progettualità d'insieme" e la "visione strategica" sono il cavallo di battaglia della nuova agricoltura che emerge dal programma alla base del ministero della Sovranità alimentare: ne è certo, e di questo si dice particolarmente entusiasta, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.

Pur non trattandosi di una novità assoluta in ambito politico,"in quanto già la Francia aveva evidenziato il tema della sovranità alimentare con il loro dicastero grazie a una serie di strategie politiche legate anche al Pnrr e messe in campo dal presidente Macron", si tratta di un passo in avanti molto importante per il nostro Paese. Durante un'intervista concessa a "Il Tempo", Prandini parla dell'importante svolta fatta sul tema da parte del governo di Giorgia Meloni e mette a tacere le accuse di sovranismo piovute subito dopo l'annuncio del nuovo dicastero. Si tratta delle solite voci che"intendono strumentalizzare alcuni pseudo politici italiani, confondendo sovranità con sovranismo. E questo la dice lunga rispetto alla loro preparazione tecnico politica", affonda il presidente di Coldiretti.

Cosa si intende quindi con "sovranità alimentare"?. Innanzitutto alla base del programma c'è una fondamentale "progettualità d'insieme, a breve ma anche a lungo periodo, per rafforzare la filiera agroalimentare". Il germe della globalizzazione ha permeato per anni anche il settore agricolo italiano, spiega Prandini, portandoci a smettere di"coltivare le nostre arie collinari, montane, a favore dell'importazione di prodotti a bassissimo prezzo e questo, nei momenti di difficoltà, come recentemente, ha fatto saltare il nostro sistema non importando più alcuni prodotti". Ecco perché bisogna cercare di ripartire dalla "visione strategica" alla base del progetto del tema della sovranità alimentare.

La difesa e il rilancio dei prodotti agricoli italiani si inseriscono in un disegno di portata ancora più ampia, prosegue il presidente di Coldiretti, dato che si associano al ministero del Made in Italy (ex ministero dello Sviluppo economico). "Quest'ultimo punta a valorizzare tutto ciò che potrà essere esportato nel mondo, avendo la garanzia che parte da un elemento di italianità. E questo è anche una grande svolta", precisa Prandini, "pensi all'annosa questione dell'italian sounding che oggi, per quanto riguarda l'agroalimentare, vale 120 miliardi".

Il presidente di Coldiretti condivide le preoccupazioni di Giorgia Meloni circa il rischio di non sfruttare appieno tutte le risorse (7,5 miliardi) messe a disposizione dal Pnrr agricoltura, specie quelle studiate per i Comuni. "A questo punto, serve una rimodulazione del Pnrr al fine di poter rinvestire queste risorse in infrastrutture: immateriali, logistica, rete irrigua", dichiara in conclusione Prandini. "Cosa che già da tempo, la Meloni, aveva portato in termini di riflessione, scatenando una levata di scudi. Ribadisco, è necessario fare alcune modifiche al Pnrr senza stravolgerlo, perché rischiamo di perdere tante risorse".

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