Ecopass, fornitori di farmaci in guerra

Continua ad aumentare il livello di Pm10 nell’aria a nove giorni dall’avvio dell’Ecopass. Ieri al Verziere le centraline Arpa rilevavano 143 microgrammi di Pm10 per metro cubo, su un limite di 50, registrando un continuo aumento dei livelli di smog (139 microgrammi sabato e 120 venerdì). E mentre milanesi e pendolari cercano di arrivare preparati all’appuntamento del 2 gennaio, intasando con le troppe richieste la pagina web del Comune che calcola la classe di appartenenza dei veicoli alla fascia di inquinamento in base al numero di targa, le categorie professionali continuano il pressing su Palazzo Marino per avere deroghe. Questa volta tocca all’associazione distribuzione Farmaci della Lombardia. I farmacisti infatti si dicono preoccupati non tanto per il costo dell’Ecopass da pagare per raggiungere il posto di lavoro all’interno della Cerchia, ma per l’aumento dei prezzi di consegna dei farmaci stessi. «Non abbiamo chiesto deroghe - commenta il presidente della sezione milanese di Federfarma, Paolo Gradnik, anche perché se lo facessero tutti verrebbe meno il senso del provvedimento. I turnisti? Non ci sono problemi perché il turno serale comincia dopo la mezzanotte. Il problema sarà il rifornimento dei farmaci: siamo molto preoccupati per l’aumento dei costi».
Sono infatti un centinaio le farmacie all’interno della Cerchia e 450 in totale quelle presenti a Milano, che ricevono dalle quattro alle otto consegne al giorno ciascuna. Il fabbisogno dei singoli negozi varia, infatti, a seconda del flusso di pubblico che, a sua volta, dipende dagli orari degli ambulatori, dalla vicinanza a un ospedale o a un pronto soccorso, dal turno, diurno o notturno. Le consegne avvengono grazie a una cinquantina di furgoni, la maggior parte Ducato, organizzano i percorsi in base alle urgenze e alle necessità. «Si cerca ovviamente di razionalizzare i tragitti - spiega Alessandro Manelli, coordinatore della Associazione lombarda Distributori farmaceutici - anche se i furgoni non sono legati a certe farmacie, capita infatti che lo stesso mezzo consegni all’interno e fuori dalla Cerchia dei bastioni se serve. Proprio per questo abbiamo intenzione di chiedere deroghe per l’Ecopass. Ancora non ci siamo mossi: siamo un po’ in ritardo - ammette Manelli - anche perché immaginiamo che siano allo studio da parte del Comune delle facilitazioni. A questo punto abbiamo deciso di aspettare e di vedere quale sarà il sistema delle deroghe possibile, per poi muoverci. Siamo molto preoccupati, infatti, per l’enorme costo che dovremo affrontare, tenendo conto che ogni negozio riceve dalle 4 alle 8 consegne al giorno.

Cosa faremo se il Comune non concederà esenzioni? Saremo costretti a tagliare le consegne e a riorganizzare i percorsi, utilizzando magari solo i mezzi meno inquinanti nel centro». Insomma la partita è ancora tutta da giocare.

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