El Salvador Guerra tra narco-gang: muore un fotoreporter francese

Il regista e fotoreporter franco-spagnolo Christian Poveda, collaboratore di testate come «El Pais», «Le Monde», «New York Times», «Paris Match» e «Stern», è stato ucciso a San Salvador. Poveda, 53 anni, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco a Tonacatepeque, piccolo centro a pochi chilometri dalla capitale, mentre rientrava dopo aver girato alcune scene a La Campanera, un sobborgo degradato feudo della gang criminale Mara 18. Arrivato in Salvador per la prima volta durante la guerra civile degli anni ’80 come fotografo di «Time magazine», Poveda ha poi lavorato in numerosi teatri di guerra tra cui Iran, Irak, Libano, Sierra Leone, Sahara Occidentale. Tornato in Salvador alla metà degli anni ’90 comincia a occuparsi del fenomeno delle gang di narcotrafficanti. Paragonate alle «marabundas», fameliche formiche dell’Amazzonia che divorano tutto quello che trovano, queste spietate bande giovanili seminano il terrore in America centrale e si stanno diffondendo in tutto il mondo, Europa ed Italia comprese. «La Vida Loca», documentario diretto da Poveda nel 2008, racconta le vite senza speranza dei membri delle gang del narcotraffico di San Salvador, in particolare proprio quelli di Mara 18. Il presidente di El Salvador, Mauricio Funes, si è detto «sconvolto» per l’assassinio e ha disposto indagini approfondite per individuare i responsabili. Le autorità stimano che a San Salvador siano 30mila i «mareros», ovvero i criminali dediti al traffico di droga, alle rapine e alle estorsioni.

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