Caro Lussana, la lista senza simbolo è solo un flop per il centro-destra; l'ho visto a Bogliasco a fine maggio dove la «lista autonoma» non solo non ha sfondato a sinistra come la lezione di Biasotti del 2005 avrebbe dovuto insegnare, ma ha perso i voti dei propri simpatizzanti che non vedendo il proprio simbolo non sono andati a votare... Per Genova o si riesce a preparare un «cartello», oppure se cominciano i soliti distinguitur è meglio lasciar perdere, non presentare alcuna lista così i vincitori avranno solo una vittoria a tavolino di cui non potranno fare le solite celebrazioni . La proposta? Una lista unitaria con tutti i simboli della CdL con l'aggiunta di liste autonome di comitati elettorali e di categorie che abbiano voglia di impegnarsi per un cambiamento di rotta; poi un candidato (magari donna) di età compresa tra i 50-65 anni che sappia parlare ai vari strati sociali di tradizione sia cattolica sia laica.
Dopo, se anche il risultato fosse perdente ma con un 45% dei voti sarebbe l'inizio di una controtendenza.
MA GLI ELETTORI SI CONFONDONO
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