Aperta la casa di Barbie in Germania Attacco femminista: «È l'inferno rosa»

Un biglietto «familiare» da 49 euro, uno spazio di 2500 metri quadrati. Un solo colore a dominare la scena: il rosa. Benvenuti a Berlino, dove oggi apre i re i battenti della « casa dei sogni» di Barbie, icona di plastica e reginetta delle bambole. Un battesimo infuocato quello della Barbie Dreamhouse tedesca, a causa dell'indignazione delle donne contrarie alla filosofia della bambola dal corpo perfetto.
Una protesta è stata organizzata sul web e su Facebook si leggono già le voci di femministe, antifasciste e cittadine disgustate, pronte a scendere in piazza contro la bambola. «It's all about pink?», si legge sul sito (tutto basato sul rosa?). E in effetti tutto sarà rosa domani, in questo angolo di paradiso per i fan della modellina prodotta da Mattel, venuta alla luce ormai 54 anni fa.
«Non vogliamo che le ragazzine, soprattutto nell'età della scuola primaria, vengano esposte a una propaganda sessista», si legge in una sorta di manifesto di Occupy, che scippa il nome ai gruppi di protesta che hanno animato il dibattito contro l'alta finanza, sopratutto in Germania. «Perciò protesteremo pacificamente per un'educazione infantile senza sessismo. Ci sono molte alternative a Barbie», spiegano citando ad esempio l'eccentrica Pippi calzelunghe. Dichiarare guerra alla casa della bambola sexy, significa schierarsi «contro ogni cliché sui ruoli», «contro la discriminazione delle donne sul lavoro», «contro i salari bassi e il carico domestico eccessivo subito ancora da alcune donne».

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