DOMANDE & RISPOSTE

Jean-François Copé, classe ’64, è segretario generale dell’Ump. Nicolas Sarkozy e Jean-François Copé costruiranno un progetto politico per i prossimi 5 anni.
L’emergenza è la Libia. Cosa ha spinto la Francia a intervenire militarmente?
«La Francia si è assunta le sue responsabilità. È stato imperativo fermare Gheddafi che conduceva una guerra infamante contro il suo stesso popolo. Con l’appoggio della Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy ha agito da uomo di stato riuscendo a convincere le Nazioni unite, la Lega araba, e alcuni paesi amici come l’Italia la cui collaborazione è preziosa per poter intervenire in Libia al fine di proteggere dei civili innocenti».
Perché vorrebbe prendere la direzione dell’Ump?
«Ho proposto al Presidente la mia partecipazione per rivitalizzare l’Ump. Gli ho proposto inoltre di essere il punto di forza su tutti i grandi dibattiti essenziali per la Francia».
Ha posto il problema della competitività della Francia. Quali sono le vie da seguire?
«Il nostro paese soffre di un vero deficit di competitività in rapporto ai suoi vicini. I nostri salariati a tempo pieno lavorano 38,9 ore la settimana, molto meno che in Germania (39,8) o in Italia (39,3). E sono anche più costosi.

Ho proposto due strade: uscire dalle 35 ore proponendo alle parti sociali di negoziare, settore per settore, una revisione del tempo del lavoro e trattenere una parte dei contributi sulla Tva (l’Iva) per alleggerire il costo del lavoro».

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