Jodie Foster e le pressioni dei gay "Devo fare outing un'altra volta"

L'attrice ribadisce l'amore per la ex compagna e ironizza: "Ci si aspetta che le celebrità rivelino la loro vita privata con una conferenza stampa"

Jodie Foster e le pressioni dei gay "Devo fare outing un'altra volta"

Dal palco dei Golden Globe Jodie Foster ha avvertito: «Ragazzi, spero non vi aspettaste un grande discorso di coming out stasera». Invece per tutti, Hollywood e le associazioni omosessuali, quello dell'attrice è stato proprio «un grande discorso di coming out», che ha «commosso» la platea e i media e internet, anche se il Washington Post l'ha definito «bizzarro». Più che altro, bizzarra è stata l'esultanza del mondo gay per la confessione: perché mentre Jodie Foster rivelava pubblicamente che l'amore della sua vita è una donna, Cydney Bernard, sua (ex) compagna per vent'anni, in realtà non faceva che ripetere ciò che aveva già detto da tempo («mille anni fa, nell'età della pietra» ha ridacchiato), semplicemente a un volume maggiore, come ha detto lei stessa «loud and proud», a voce alta e orgogliosamente, cioè come un certo mondo e una certa mentalità politicamente corrette si aspettano che si debba fare.

Nel suo coming out Jodie Foster non ha pronunciato la parola lesbica, o omosessuale, a ribadire che le sue vicende amorose sono soltanto fatti suoi, come del resto tutta la sua vita privata (che da quarantasette anni deve difendere da invasioni e morbosità, visto che è diventata famosa a tre anni, e quindi quando ti trovi in una situazione del genere - ha spiegato - alla fine «il valore più grande lo dai alla tua privacy»); però ha fatto notare con ironia che questa confessione è certamente molto onesta (si è detta «nervosa», all'inizio) ma anche che in qualche modo le è stata estorta, imposta dal sistema: «Mi dicono che da ogni celebrità ci si aspetta che renda pubblici i dettagli della sua vita privata con una conferenza stampa, un profumo e un reality show da prima serata». Insomma la vita privata non può restare tale, perché c'è la bandiera da sventolare: serve un coming out che faccia sgorgare le lacrime a qualche centinaio o migliaio di persone, che dia l'«esempio», non quelle confessioni che Jodie Foster fa da secoli alle persone che conosce, o le dichiarazioni fra le righe, come la dedica di un premio nel 2008 «alla mia bellissima Cydney».

E se uno, per dire, l'esempio non volesse proprio darlo? E se uno volesse tenersi la vita privata per sé, senza sacrificarla alla causa? A Jodie Foster «dicono» che non funzioni così: e il suo discorso dimostra che alla fine prima o poi cedono tutti, anche se con eleganza e modi diversi. Lei, «loud and proud» ha detto soprattutto che ci tiene agli affari suoi, ai suoi amori, ai suoi figli, a sua madre che è anziana e meravigliosa, alla sua «modern family» come il titolo della serie tv più amata in casa Obama, una famiglia in cui ci sono due mamme, ora separate e due figli, dei quali l'attrice non ha mai rivelato il padre.
Jodie Foster ha spiegato, soprattutto, che lei il reality show da prima serata non lo farà mai, anzi che il suo reality sarebbe «noioso», e che già le è bastato essere sotto i riflettori da quando ha tre anni. Ha raccontato tutto questo mentre riceveva il premio Cecil B. DeMille alla carriera e a pochi giorni dall'intervista in cui George Clooney spiegava che alle domande sulla sua presunta omosessualità mai avrebbe risposto, nonostante le pressioni insistenti da anni. Ieri la rete discuteva sulle parole di Jodie Foster, ne analizzava il valore, il peso, l'impegno. Tutto molto indietro rispetto a lei, al suo «reality noioso», con cui ha preso in giro il mondo e si è dichiarata «single» per poi aggiungere: «No, scherzavo». È alla fine, soltanto alla fine, che Jodie Foster si è confessata davvero, quando al politicamente corretto aveva ormai dato una bella scrollata con le sue spalle raffinate e nude: «Vorrei non essere troppo sola».

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