L'Italia darà asilo agli alleati afghani

Londra garantirà protezione in patria a 600 interpreti, gli americani sostengono un programma speciale di 500 visti all'anno per i collaboratori afghani che hanno rischiato la vita contro i talebani. Pure Italia e Germania non lasceranno i collaboratori locali alla mercè delle rappresaglie dopo il ritiro del 2014. La Farnesina conferma che il nostro Paese permetterà «la presentazione di domanda d'asilo ai cittadini afghani che abbiano collaborato o che tuttora collaborino con il contingente italiano, la cui situazione personale sia tale da ritenere fondatamente che possano correre rischi di danni alla propria persona o ai propri familiari o che siano esposti a minacce, in virtù del servizio prestato a favore della coalizione».
Una ventina di afghani erano già partiti con le nostre colonne in ripiegamento lo scorso anno da Bala Murghab, Bakwa e Gulistan. Dalla Difesa confermano che sono stati ridislocati nelle basi a Farah, Shindad e Herat, ma chi voleva poteva tornare a casa. Quanti afghani chiederanno protezione in Italia? La stessa fonte militare spiega che «un numero totale non lo abbiamo ancora, ma stiamo affrontando il problema basandoci sulle richieste volontarie».
Oltre agli interpreti ed ai lavoratori fissi nelle basi, anche i servizi segreti dovranno garantire la sicurezza dei loro collaboratori locali. Non solo: al Giornale risulta che personaggi influenti, come la prima donna procuratore generale di Herat, hanno cominciato a mettere le mani avanti chiedendo protezione all'Italia in caso di necessità.
I più esposti e visibili agli occhi dei talebani sono i cosiddetti Terp, gli interpreti afghani, che con il giubbotto antiproiettile ed il volto spesso coperto seguono le truppe in prima linea. Probabilmente c'era un Terp anche ieri quando un'autobomba ha colpito una colonna mista di italiani e afghani e due bersaglieri sono rimasti feriti.
In Afghanistan resteremo anche dopo il 2014, ma a ranghi ridotti. La Farnesina rivela che in vista del ritiro «il Ministero degli Esteri ha da tempo promosso una riflessione congiunta Esteri-Difesa-Interni, al fine di individuare le misure idonee a permettere al personale afgano che abbia collaborato con Isaf di presentare la domanda di protezione internazionale in Italia».
I militari dovranno segnalare chi è veramente a rischio e poi l'ambasciata a Kabul provvederà «ad autorizzare il loro ingresso in Italia» dove chiederanno l'asilo.
Al momento sono impiegati con il contingente italiano 78 interpreti, che guadagnano dai 700 ai 1200 dollari al mese, ma ci sono altre decine, se non centinaia di lavoratori locali e di personaggi influenti che potrebbero aspirare alla protezione dell'Italia. Il problema è che assieme a loro devono partire pure i familiari o i membri allargati del clan. Una fonte riservata del Giornale rivela che pure Maria Bashir, procuratore generale di Herat, ha messo le mani avanti, fin dalla scorso anno, con una richiesta di protezione per sé e la famiglia allargata. L'unica donna a questo livello nella magistratura afghana ha già subito un attentato ed il fallito rapimento di uno dei figli.
Gli inglesi si porteranno in patria al momento del ritiro i Terp che hanno servito per 12 mesi di fila in prima linea dal dicembre 2012. Londra calcola che saranno circa 600 afghani con relative famiglie. Il Dipartimento di Stato americano garantisce 500 visti d'ingresso Usa all'anno per i collaboratori locali in Afghanistan.
Pure la Germania, che nel nord del Paese impiega oltre 1600 afghani con varie mansioni, sta pensando ad una soluzione per evitare le rappresaglie dopo il ritiro. Zabiullah Mujahed, portavoce dei talebani, non ha dubbi: «Come gli stranieri se ne andranno, i collaborazionisti pagheranno il prezzo del loro tradimento».
www.faustobiloslavo.eu

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Commenti

pgbenelli

Mar, 28/05/2013 - 08:51

che a Roma abbiano un sussulto di dignità?

buri

Mar, 28/05/2013 - 10:50

In questo caso porte aperta a questi profughi, è un atto dovuto

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Memphis35

Mar, 28/05/2013 - 11:42

2 minuti dopo la partenza dei contingenti internazionali tutto ritornerà come, se non peggio, di prima. Alla faccia della retorica sull'esportazione della democrazia. Sharia e lapidazioni riprenderanno il loro corso legale con la benedizione di Allah. Bilancio finale dell'occidente:un esercito di cadaveri ed un oceano di denaro delapidato in assoluta malafede.

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marforio

Mar, 28/05/2013 - 13:15

Con i dovuti controlli.Non vorrei che arrivassero cellule camuffate .

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stock47

Mar, 28/05/2013 - 14:04

Non li voglio costoro. Quello che hanno fatto lo hanno fatto per sè stessi e per il loro Paese, ed è lì che devono rimanere, a combattere, come hanno fatto i nostri avi quando gli è toccato farlo. Nessuna importazione di gente che è vissuta in quei luoghi. Sembra il solito mascheramente e scusa per importare altri tipi del genere, islamici anche se non talebani. Quello che i nostri politici stanno facendo è dettato dal gruppo massonico Bilderberg, andate a vedere il filmato su youtube che spiega le cose: "Kennedy prima di essere ucciso ci aveva avvisati sulle società segrete e sulle banche."

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Ausonio

Mar, 28/05/2013 - 14:58

I Talebani combattono per un Afganistan indipendente. Ne hanno diritto.

franco@Trier -DE

Mar, 28/05/2013 - 16:31

Ausonio nessuno ti da torto, sarebbe bene anche che altre potenze straniere venissero in Italia a combattere il vostro comunismo.

mila

Mar, 28/05/2013 - 16:35

@ stock47 -Importiamo come "profughi" cani e porci, ora dare asilo a questi che hanno assunto il rischio di allearsi con noi e' il minimo che possiamo fare. Cerchiamo, noi occidentali, di non ripetere la vergogna degli Americani in Vietnam, quando sono fuggiti lasciando i loro alleati esposti alla vendetta dei nordvietnamiti. In futuro poi dovremo valutare l'opportunita' di spedizioni militari, ma questo e' un altro discorso.

alberto_his

Mar, 28/05/2013 - 17:28

Non sarà certo dando asilo a qualche collaborazionista che ci ripuliremo la coscienza. Ennesimo lascito di un'avventura sconsiderata alla quale non potevano sottrarci per ragioni di vassallaggio.

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marforio

Mer, 29/05/2013 - 13:24

xalberto_ is.L o stesso vale per lo sciagurato intervento di sciacallaggio nei confronti della Serbia.