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La strana storia del cruciverba che poteva compromettere la segretezza del D-Day

Nel maggio del 1944 un cruciverba londinese mise in allarme il controspionaggio: parole apparentemente innocue sembravano rivelare dettagli segreti dello sbarco in Normandia, a pochi giorni dal D-Day

La strana storia del cruciverba che poteva compromettere la segretezza del D-Day

Londra, 2 Maggio 1944. Un ufficiale dell'intelligence britannica sta ammazzando il tempo con il cruciverba del Daily Telegraph, al tempo uno dei quotidiani più popolari d'Inghilterra. Una soluzione, la numero 17, richiede quattro lettere e corrisponde a “uno degli Stati Uniti". La risposta, incastonata tra le altre soluzioni che riempiono le caselle bianche delimitate dalle nere che compongono il cruciverba, è “Utah”, il nome in codice prescelto per i sei chilometri del settore di sbarco più occidentale dello sbarco in Normandia, assegnato alla 4ª Divisione di fanteria americana e considerato tra la cittadina di Pouppeville e quella di Saint-Martin-de-Varreville, ai piedi della Penisola del Cotentin.

Lui ne era a conoscenza, in quanto agente autorizzato dell'intelligence, ma erano in pochi a sapere che quella semplice parola di quattro lettere era parte di un segreto militare. La stessa coincidenza si era riproposta il 22 maggio, con la soluzione n. 3, cinque lettere, "Omaha", nome in codice per il settore di sbarco di otto chilometri assegnato alla 29ª e 1ª Divisione di fanteria statunitense, nel dipartimento del Calvados. Un’altra parola di uso comune, almeno nello Stato americano del Nebraska che aveva dato i natali a Warren Buffett, allora quattordicenne, futuro leggendario investitore che diverrà noto come l’oracolo di Omaha.

Ma quando, il 27 maggio, la soluzione n. 11, orizzontale, portò a incasellare a matita le 8 lettere che componevano la parola "Overlord", e quando il 1° giugno la soluzione n. 15 verticale – "Britannia e lui sostengono la stessa cosa" – conduceva alla parola "Neptune", rispettivamente i nomi in codice scelti per denominare l’operazione di supporto navale e le operazioni di sbarco del D-Day che sarebbero state lanciate solo cinque giorni dopo, qualcuno alla Quinta sezione dell’Intelligence Militare, o MI5, il controspionaggio, concluse che non poteva trattarsi di una semplice “coincidenza”: qualcuno stava tentando di passare informazioni segrete al nemico attraverso i cruciverba del Telegraph. I piani di invasione Alleati potevano essere caduti nelle mani delle spie dell’Abwehr, il servizio di spionaggio tedesco; un sospetto che era già stato preso in considerazione nel 1942, prima dell’Operazione Jubilee, lo sbarco interalleato a Dieppe, che si concluse in un completo fallimento segnato da una tragica carneficina.

In un'epoca in cui ognuno veniva percepito come una potenziale spia, soprattutto in Inghilterra, dove il caso vuole che proprio una sezione dell'intelligence britannica denominata "Double Cross" avesse smascherato e reclutato decine di agenti segreti tedeschi per riconvertirli al doppio gioco, il controspionaggio, colto dal panico, percorse con una certa premura i quaranta chilometri che separavano il palazzo di Whitehall dalla Strand School di Effingham, la cittadina del Surrey dove prelevare di forza un certo Leonard Sidney Dawe, il professore e preside di 54 anni che nel tempo libero realizzava i cruciverba del Daily Telegraph dal 1925. Gli agenti lo portarono a casa sua e lo misero sotto torchio, ma l’insegnante, ignaro di ciò che aveva fatto e completamente terrorizzato dall’idea d’essere fucilato come traditore, non cambiò mai la sua versione. E se pensate alle regola negli interrogatori della Stasi che la narrativa ci ha insegnato, rammenterete che chi non cambia mai versione, per quanto assurda possa sembrare, di solito non mente.

Il professor Dawe, che in risposta alla domanda posta dagli agenti dell’MI5: "Perché ha scelto proprio quelle cinque parole nelle sue soluzioni di cruciverba?", rispose "Perché no?", e continuò a ripetere fino alla noia più disperata che non conosceva le parole in codice, e aveva solo l’abitudine di chiedere ai suoi studenti parole casuali che poteva sviluppare per i suoi crossword. La versione di Dawe finì per convincere l'intelligence inglese, che non diede l'allarme e finì per essere seriamente persuaso del fatto che si era davvero una coincidenza, la stessa che nell'agosto del 1942 aveva portato il cruciverba del Telegraph a chiedere come soluzione di uno di questi quesiti la cittadina costiera di Dieppe, almeno secondo Lord Tweedsmuir, alto ufficiale dell'Esercito Canadese e spia britannica a cui il Ministero della Guerra aveva affidato l'indagine, nonché primogenito del celebre John Buchan, autore di uno dei più grandi romanzi di spionaggio della storia, I 39 scalini.

Questa strana e singolare storia rimase segreta fino al 1958, quando il professor Dawe la raccontò durante un'intervista rilasciata alla BBC. Nel 1984, invece, uno studente di Dawe confermò la versione del suo professore, che pure inizialmente dichiarò che alcune parole da inserire nei suoi cruciverba, compresa "Mulberry", pionieristico sistema di porti artificiali di vitale importanza per il successo dell'invasione della Normandia, raccontando che aveva sentito alcune delle parole che aveva suggerito al suo professore dai soldati americani che erano di stanza nel Surrey. La rivelazione destò parecchi dubbi sulla sua veridicità, considerati gli elevati standard di segretezza impiegati per proteggere quella che viene in definitiva considerata l'operazione militare più complessa e importante dell’intero conflitto.

Curioso pensare come, al tempo, l'unica spia non doppiogiochista che era davvero a conoscenza del nome in codice dello sbarco, "Overlord", fosse una nostra vecchia conoscenza: l'oscuro cameriere turco Elyesa Bazna, nome in codice Cicero, che era al servizio dell’ambasciatore inglese ad Ankara e passava documenti segreti veri – ma bollati come irrilevanti – ai servizi segreti tedeschi, che infatti lo ripagavano con denaro contraffatto.

Se in futuro troverete nelle parole crociate, in verticale o orizzontale, il

quesito: chi è stato sospettato di essere una spia tedesca che usava i cruciverba di un noto quotidiano britannico per passare informazioni segrete ai tedeschi, quattro lettere, ora conoscete la soluzione.

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