L'Onu: tutte in Sud America le città più pericolose del mondo

Report dell'Onu: i cartelli di droga stanno devastando i Paesi. In Brasile allarme per la Coppa del Mondo

L'Onu: tutte in Sud America le città più pericolose del mondo

Non è più l'Africa ma l'America Latina la regione più pericolosa con il più alto numero di omicidi nel mondo. È la violenza fuori controllo in paesi come Honduras, Venezuela e El Salvador. Un terzo di quasi mezzo milione di vittime per omicidi in tutto il mondo, nel 2012, è morto qui; in questa area geografica. Sangue di cui si macchiano i cartelli di droga, portatori di violenza e corruzione. Lotte di potere tra bande, sparatorie per strada, regolamento di conti. Vendette. E anarchia. Come ha evidenziato la Banca Mondiale, i Governi deboli e la forte instabilità politica dell'area non riescono a sconfiggere la cronica «inseguridad» delle città del Centro e Sud America che diventa anche un grosso freno allo sviluppo economico della regione.
A dare dati così allarmanti è l'ultimo rapporto dell'agenzia anti-droga delle Nazioni Unite (Unodc), basato sul 2012, secondo cui l'Honduras è il paese più violento del pianeta, con un tasso di 90,4 omicidi intenzionali ogni 100 mila abitanti. Seguono Venezuela (53,7), Belize (44,7) e El Salvador (41,2).

In una precedente relazione, l'Honduras si collocava sempre al primo posto, seguito da El Salvador e Venezuela. «Nel complesso, gli omicidi legati alla criminalità organizzata rappresentano il 30 per cento di quelli che avvengono nel continente americano», si legge nel rapporto.

I cartelli della droga messicani – continua la relazione – stanno «devastando» l'America Centrale, specialmente Honduras, El Salvador e Guatemala, paesi che vengono utilizzati come rotte e basi per lo stoccaggio di droghe destinate al mercato statunitense. Nella lista dei paesi con i più alti tassi di omicidi intenzionali figurano anche Guatemala (39,9 ogni 100 mila abitanti), Sudafrica (31), Colombia (30,8), Gabon (28), Brasile (25,2) e Messico (21,5).
E proprio in vista della Coppa del Mondo, il Brasile ha appena firmato un contratto con il consorzio russo Rostec – uno dei maggiori produttori mondiali di armi, aerei, elicotteri e altre attrezzature – per la fornitura di un sistema di difesa antiaereo «panzer». Secondo il report «Mapa da Violencia 2012», in Brasile dal 2002 al 2010 ci sono stati 418.414 omicidi, con una media di oltre 46.000 l'anno. Il governo di Dilma Rousseff ha stanziato un miliardo di euro per finanziare il piano di sicurezza durante i Mondiali di calcio, per ogni città ospitante ci saranno dai 3.000 ai 5.000 soldati e sei droni controlleranno lo spazio aereo. La preoccupazione maggiore per il governo restano le proteste che da più di un anno hanno scosso il Paese sudamericano con cui si è chiesto al governo di Dilma Rousseff di riassegnare a progetti sociali le risorse destinate alla costruzione degli stadi. I soldi per adesso pare abbiano finanziato solamente la costruzione degli stadi e non le infrastrutture promesse alla popolazione, lavori destinati per la maggior parte ad aziende straniere. Mentre, com'è accaduto in Sudafrica, già 170.000 persone sono state costrette a lasciare definitivamente le proprie case; 30.000 solo a Rio de Janeiro.

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