Merkel spiata dagli Usa. Anche da Roma

La Cancelliera scopre che gli americani la controllano dal 2002. E chiede regole sullo spionaggio. Impossibili

Merkel spiata dagli Usa. Anche da Roma

Undici anni di chiacchiere. E che chiacchiere. Chiacchiere da cancelliere che la National Security Agency statunitense avrebbe, intercettato sin dal 2002. Cioè da quando Angela Merkel preparava la corsa alle elezioni del 2005, che l'avrebbe traghettata alla guida della Germania, fino al vertice di Berlino con Obama di giugno. A rivelarlo è Der Spiegel il settimanale tedesco forte di un canale preferenziale con i disseminatori dei segreti carpiti dalla Talpa Edward Snowden. Ma c'è di più: nel 2010, sempre secondo Der Spiegel, c'erano 80 centri di spionaggio Cia-Nsa in tutto il mondo, uno dei quali a Roma. E il presidente americano Barack Obama sostiene di non sapere delle intercettazioni, come lui stesso ha detto per telefono alla cancelliera. Urgono chiarimenti fanno sapere da Berlino. Ma se credete che l'Angelona intercettata e il compagno di telefonate origliate Francois Hollande siano i nuovi liberatori dell'Europa invasa dagli spioni a stelle e strisce buon per voi. Già l'idea di mettere delle regole ad un mondo dove la prima regola è scavalcare le leggi non è assai credibile. Ma il tutto diventa ancor meno plausibile se i primi ad arrivare a Washington per discutere con Casa Bianca ed Nsa le nuove leggi allo spionaggio internazionale saranno, come si è saputo ieri, i capi delle agenzie tedesche responsabili dell'intelligence esterna ed interna. Dietro quei colloqui tra «addetti ai lavori» molti intravvedono il tentativo della Merkel di sfruttare la debolezza di Obama per farsi accogliere nell'“elite” dei “cinque occhi”, l'esclusivo club dello spionaggio imperniato sull'asse Londra Washington ed allargato ad Australia, Canada e Nuova Zelanda.

Solo all'interno di quell'alleanza tutta anglosassone in piedi dal 1949 vale – o si finge valga - il divieto di sbirciare le comunicazioni altrui. Alle porte del club l'Angelona ha già bussato più volte, ma inutilmente viste le ambigue relazioni delle sue barbe finte con Mosca, Pechino e Teheran. L'inconfessabile desiderio è emerso anche durante il Consiglio Europeo di giovedì sera. Quando un giornalista del New York Times le ha chiesto se puntasse ad un accordo simile a quello dei “cinque occhi” la Merkel è diventata assai evasiva: «Non posso dirle se cerchiamo quel tipo di accordo perché non ne conosco i dettagli. Ma c'è bisogno di qualcosa di chiaro e nello spirito di un alleanza». Insomma più che a delle «regole» la Germania pensa a un rapporto preferenziale con Washington capace di metterla su un gradino più alto degli altri paesi europei. Se le intenzioni della Cancelliera risultano chiare quelle del suo compagno d'avventura Francois Hollande sono contorte quanto lui. In passato i suoi 007 sono stati più volte pizzicati a tentar di sottrarre segreti dalle casseforti delle aziende strategiche statunitensi. Dunque le sbirciatone della National Security Agency sul suolo d'oltralpe non saranno state lecite, ma sicuramente reciproche. E allora a che punta Hollande? Lui s'accontenterebbe più banalmente di venir percepito dalla propria opinione pubblica come un degno erede di quella grandeur francese, interpretata in passato da De Gaulle e Mitterrand. In questo teatrino l'atteggiamento più ingenuo è però quello di una Ue a cui il presidente (tedesco) dell'europarlamento Martin Schultz chiede di confidare nelle mosse di Merkel e Hollande. O quello dei 21 paesi pronti a lavorare con Germania e Brasile per far votare all'Onu una mozione e fermare così gli spioni americani. Ma le favole son sempre belle. Fin che ci si crede. E nella categoria del fantastico rientra pure la notizia sul sito della National Security Agency scomparso dalla rete sabato a causa di un guasto tecnico - stando alla versione ufficiale - o a causa dei pirati informatici di Anonymous. A far cadere il sito dell'Nsa non bastano, ovviamente, né dei semplici hackers, né un guasto tecnico. Ma chi ama le favole sarà comunque soddisfatto.

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