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Netanyahu fa il governo: niente religiosi

Tel AvivC'è chi aveva perfino ipotizzato che i ritardi nella formazione di un governo in Israele potessero mettere in forse la visita di Barack Obama. Invece, Benjamin Netanyahu, a sole 24 ore dalla scadenza legale e dopo sette settimane di strappi e disaccordi, è riuscito a trovare un accordo. Il premier, che per molti analisti esce perdente dalla tenzone delle consultazioni, ha dovuto gestire le richieste dei due giovani politici sorpresa delle elezioni di gennaio: l'ex giornalista Yair Lapid - guida del partito laico e centrista C'è Futuro - e Naftali Bennett, capo di Focolare ebraico, movimento vicino alle posizioni degli abitanti degli insediamenti. Lapid avrebbe voluto la poltrona degli Esteri, che assieme a Difesa e Interno resta al partito del premier. Ha ottenuto invece la difficile posizione di ministro delle Finanze: dovrà gestire un deficit che è il doppio del previsto. Il suo movimento ha conquistato anche il dicastro dell'Educazione, centrale per il laico Lapid che punta ad arginare l'influenza dei partiti ortodossi dalla società. E proprio a causa della sua opposizione, per la prima volta in decenni mancano dal governo i movimenti religiosi, tradizionali alleati della destra del Likud. Il nuovo governo israeliano giurerà lunedì, a sole 24 ore dall'arrivo del leader americano. Difficile capire dalla composizione variegata di questo esecutivo se ci sarà un chiaro approccio a un tema che Obama solleverà per certo: la ripresa di negoziati tra israeliani e palestinesi. Il nuovo ministro della Giustizia Tzipi Livni guiderà una squadra per la riattivazione del processo di pace, cui è favorevole anche Lapid.

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