Piccoli tribuni crescono: i bambini come strumento politico

Salgono sul podio e arringano le folle su scuola pubblica e salute, ma parlano di cose che alla loro età non possono capire. Con la regia di mamma e papà

Bambini che parlano in pubblico, che arringano la folla e fanno politica. Che dicono cose da grandi. O meglio, dicono cose "dei" grandi, indottrinati da genitori in cerca di notorietà. Succede oltreoceano, dove i piccoli sono usati dai grandi per portare avanti idee che la loro tenera età non potrebbe mai concepire. Prima il bambino di Chicago ribattezzato dai media "Il piccolo Obama" che a 9 anni discetta davanti al microfono di tagli alla scuola pubblica.

Ora è la volta di Hannah Robertson, la bimba canadese di nove anni che ha bruscamente ripreso l'amministratore delegato di McDonald's sul cibo spazzatura. "Sarebbe bello che la smettesse di spingere i bambini a desiderare il suo cibo tutto il giorno. Mr Thompson, non vuole anche lei che i bambini siano sani e possano avere una vita lunga e sana?", l'ha apostrofato la piccola con una punta di indignazione durante un meeting pubblico organizzato dal colosso americano del fast food. Guarda caso, a portare la bambina all'incontro con Don Thompson è stata la madre, Kia Robertson, una nota blogger nutrizionista.

"Ci sono cose nella nostra vita che non sono giuste - ha aggiunto Hannah parlando dal podio -. Come ad esempio quando grandi compagnie provano a prendere in giro i bambini spingendoli a mangiare cibo che a loro non fa bene, magari usando come esca giocattoli e personaggi dei cartoni animati. Non è giusto - ha proseguito la bimba di quarta elementare - che in questo modo tanti bambini della mia età, e anche più piccoli, crescano male, con gravi malattie come il diabete e l'obesità. Sono qui a nome di tutte quelle famiglie e quei bambini che non hanno la possibilità di dire quello che pensano".

Thompson ha cercato di difendersi, replicando che la sua azienda "non vende cibo spazzatura. McDonald's offre ai suoi clienti - ha sottolineato - opzioni sane come insalate e fette di mela". Parole che però non hanno convinto la baby pasionaria del vivere sano. Chissà quante volte la signora Robertson ha provato invano di farsi ascoltare dalla multinazionale e dai media nella sua crociata anti junk food. E usare come portavoce la figlia di 9 anni le sarà sembrata la migliore strategia di comunicazione.

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