Accordo a Ginevra sull'Ucraina: "Gruppi illegali siano disarmati"

Putin nega la presenza di militari nell'Ucraina orientale, ma non in Crimea. E attacca Kiev: "Grave usare la forza contro la gente"

Accordo a Ginevra sull'Ucraina: "Gruppi illegali siano disarmati"

Un primo passo per l'allentamento della crisi ucraina si è compiuto oggi a Ginevra dove è stato firmato un documento per "ridurre la tensione" nel Paese. Ucraina, Russia, Usa e Unione europea hanno delineato una road map basata sulla smilitarizzazione delle milizie illegali, l'evacuazione dei palazzi pubblici occupati e il riconoscimento dei diritti delle minoranze. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha insistito che vengano concessi più poteri alle autorità locali e un maggiore ruolo ufficiale alla lingua russa. Ma sul terreno la guerra di propaganda non si allenta. Parlando ai propri elettori, in una lunghissima e tradizionale diretta che si tiene ogni anno, Vladimir Putin è tornato questa mattina a parlare di quanto sta succedendo in Ucraina, criticando aspramente le decisioni prese dal nuovo governo.

Il presidente russo ha accusato Kiev di "gravi crimini" per avere deciso di utilizzare la forza contro la popolazione dell'Est ucraino. Da alcuni giorni le autorità hanno dato il via a una operazione anti-terrorismo pensata per frenare il dissenso che ha già portato la Crimea all'annessione a Mosca e che ha "contagiato" anche la parte orientale del Paese.

Putin ha puntato il dito contro l'Ucraina, dicendo che "con i carri armati e con le armate non si risolve niente" e chiedendo piuttosto "dialogo e procedure democratiche". Continuando sulla linea sostenuta nei giorni scorsi, ha definito un'assurdità la presenza di truppe russe nell'est dell'Ucraina, testimoniata da un video pubblicato dal Giornale. Ha però aggiunto: "Spero di non dover usare la forza".

Il presidente russo è tornato anche a parlare della Crimea, ribadendo la legittimità del referendum che ne ha sancito l'annessione e dicendo che "dovevamo prendere delle misure per fare in modo che le cose non andassero a finire come sta succedendo ora nell'est dell'Ucraina". Un'ammissione, la prima, della presenza di militari di Mosca nella penisola.

Barack Obama non è rimasto indifferente alle parole di Putin. Alla Cbs ha detto che "ci saranno conseguenze" per qualsiasi azione che miri a "destabilizzare l'Ucraina".

La domanda di Snowden

Putin ha risposto a una serie di domande poste dai cittadini. Tra le tante anche una questione posta in video da Edward Snowden, che ha chiesto al presidente di chiarire quali siano le politiche della Russia sulla sorveglianza di massa. La Russia - gli è stato risposto - non raccoglie dati in maniera indiscriminata e l'intelligence è al servizio della società.

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