Rom fermata in gita ed espulsa È la linea dura della gauche

Polemiche in Francia per l'arresto e l'espulsione di una ragazzina kosovara di 15 anni mentre stava partendo per un'escursione con la scuola. Premier e ministro si contraddicono

Rom fermata in gita ed espulsa È la linea dura della gauche

Arrestata mentre era in gita scolastica. Ed espulsa il giorno dopo, nonostante abbia solo 15 anni, insieme a tutta la sua famiglia. La linea dura contro nomadi e immigrati, anche da parte della sinistra al potere, scatena un putiferio in Francia. Al centro della storia Leonarda, una rom originaria del Kosovo e residente da cinque anni in Francia. Secondo quanto riferito dagli insegnanti del collegio André Malraux di Pontarlier, la ragazzina si trovava già sul pullman in partenza per una gita scolastica quando il sindaco del paese, Albert Jeannin, ha fatto ordinare all'automezzo pieno di scolari di fermarsi in un parcheggio. Lì gli agenti hanno preso in consegna la ragazzina che il giorno dopo è stata espulsa dalla Francia con la madre e cinque fratelli. L'episodio è accaduto il 9 ottobre a Lavrier, un paesino dell'est della Francia, e con la diffusione della notizia si sono riaccese le polemiche per la linea dura contro gli immigrati adottata dal governo socialista.
Secondo il blog «Rete di educazione senza frontiere», che ha dato per primo la notizia, un professore aveva chiesto agli agenti di aspettare che l'autobus se ne andasse, per evitare che il resto dei compagni di Leonarda la vedessero piangere nell'auto della polizia.

Il ministro dell'Interno, il socialista Manuel Valls, già al centro delle polemiche per aver ordinato l'espulsione di 20.000 rom e nomadi dalla Francia, ha difeso le forze dell'ordine sottolineando che hanno «rispettato scrupolosamente i diritti degli stranieri». Una dichiarazione criticata dall'opposizione e da esponenti del suo stesso partito. Valls è stato quindi costretto ad aprire un'inchiesta amministrativa sul caso, dietro richiesta del premier Jean-Marc Ayrault.

E proprio il premier è intervenuto ieri sul caso, travolto dalle polemiche: «Se c'è stato un errore la procedura d'espulsione sarà annullata», ha promesso Jean-Marc Ayrault. I primi dati dell'inchiesta sulle condizioni di espulsione della studentessa, originaria del Kosovo, saranno conosciuti «entro 48 ore», ha precisato Ayrault.

«Se c'è stato un errore la procedura di espulsione sarà annullata e la famiglia potrà tornare perché la sua situazione possa essere riesaminata secondo il nostro diritto, i nostri principi e i nostri valori», ha aggounto ancora il primo ministro. Infine la precisazione, in contrasto con le affermazioni del ministro dell'Interno: i bambini «devono essere protetti nell'ambito della scuola», il che include anche le gite.

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