Strage dei talebani, grave un'italiana

Strage dei talebani, grave un'italiana

I talebani hanno colpito ieri il centro di Kabul con un attacco complesso, il secondo nella capitale afghana in meno di dieci giorni. Forti esplosioni hanno scosso il cuore della città verso le quattro del pomeriggio ora locale e ancora, quattro ore dopo, gli scontri a fuoco tra polizia e miliziani talebani erano ancora in corso.
In serata, non erano ancora chiare le dinamiche dell'attacco: un attentatore suicida, forse a bordo di un'automobile, si sarebbe fatto esplodere vicino all'ingresso del compound dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni - Oim - e miliziani avrebbero poi lanciato granate contro l'edificio. È proprio l'esplosione di due di questi ordigni ad aver ferito gravemente una funzionaria italiana, ha spiegato Chris Lom, protavoce di Oim a Ginevra. La nostra connazionale, in condizioni critiche, è stata ricoverata nel vicino ospedale di Emergency e trasferita diverse ore dopo a Bagram, una struttura sanitaria con maggiori mezzi per gestire pazienti con vaste ustioni.
I medici di Emergency hanno infatti spiegato che l'italiana ha riportato bruciature sull'80% del corpo. L'ambasciatore italiano a Kabul, Luciano Pezzotti, ha spiegato al Giornale che le condizioni cliniche della donna in serata si sono stabilizzate, ma che le ustioni riportate su gran parte del corpo sono di secondo grado. Il diplomatico ha detto che non ci sono altri italiani coinvolti nell'attacco, che ha colpito uno dei distretti centrali e più blindati della capitale, dove abitano e lavorano molti stranieri: diplomatici, giornalisti, funzionari di organizzazioni internazionali. Vicino al luogo dell'attentato c'è il compound fortificato delle Nazioni unite, ma anche la sede del National security directorate, l'agenzia di intelligence nazionale afghana, e altre istituzioni afghane.
I numeri di assalitori, feriti e vittime erano ieri divergenti a seconda delle fonti. Il capo della polizia di Kabul, generale Ayub Salangi, ha detto al New York Times che gli assalitori sarebbero stati cinque, uno si sarebbe fatto saltare in aria e altri quattro avrebbero attaccato uno dei compound coperti con burka, le tuniche dal velo integrale indossate dalle donne afghane. Due guardie sarebbero subito state uccise, prima dell'intervento della polizia che ha poi isolato l'area e messo il centro della città in stato d'allerta. Ambasciate e organizzazioni internazionali hanno serrato i cancelli, vietando al proprio personale di lasciare gli edifici. Secondo la polizia, quattro miliziani sarebbero stati uccisi, un poliziotto è morto. Un portavoce dell'Oim ha fatto sapere che quattro suoi funzionari, tra cui la connazionale italiana, sono stati feriti. I talebani, che hanno rivendicato l'azione spiegando di avere come obiettivo «una guesthouse usata dalla Cia», hanno lanciato ad aprile quella che hanno definito «l'offensiva di primavera» e sembrano essere intenzionati a portare a termine attacchi capaci di scuotere il centro blindato della capitale. I vertici dei talebani hanno minacciato di attaccare obiettivi stranieri, del governo e della sicurezza afghana, proprio in un momento in cui le forze della coalizione internazionale stanno implementando un graduale ritiro delle truppe. Nelle scorse settimane ci sono stati attacchi in diverse parti del Paese e Kabul è stata colpita soltanto pochi giorni fa, il 16 maggio, quando in un attacco 16 persone, tra cui sei americani, sono rimaste uccise. Hizb-e-Islami, gruppo che ha rivendicato l'atto, ha spiegato di aver colpito la capitale a causa dell'offerta del presidente Karzai di lasciare agli Stati Uniti l'uso di alcune basi anche dopo il loro ritiro.
E con l'aumento degli attacchi anche nella capitale, osservatori e analisti si chiedono se i 352mila agenti delle forze dell'ordine afghane saranno in grado, quando la maggior parte delle truppe americane e di altri Paesi della missione Nato avrà lasciato l'Afghanistan, di mantenere la sicurezza.

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