- Oggi Repubblica sbeffeggiava Andrea Pucci, prendendolo in giro per il fatto che avrebbe solo la terza media. Ora. Se vi chiedete perché la sinistra intellettuale non è in grado di trovare la minima connessione con il “popolino”, avete in questi articoli la risposta. Avete idea di quanti operai abbiano la terza media? Avete idea di quanto andrebbe celebrato il fatto che un uomo così sia riuscito a scalare la scala sociale?
- A far schifo a Repubblica sono le battute su donne, gay e meridionali. E sono gli stessi che fino a ieri hanno elogiato il grande genio di Checco Zalone, che nei suoi film (vi ricordate Quo vado?) non ha fatto altro che prendere per i fondelli donne, gay e meridionali.
- C’è poi una frase stupenda, questa: “Nei suoi spettacoli teatrali, che sono sempre sold out…”. Ecco, cara Repubblica. Può starvi sulle palle. Può essere di destra. Può essere buzzurro. Ma la sua qualità è dettata dal fatto che ai suoi spettacoli la gente ci va eccome. Ma in fondo è questo il vero problema. Repubblica e il suo giretto di gente convinta di piacersi tantissimo elogiano film che nessuno si fila (e chiedono per questi presunti capolavori fondi pubblici, al grido di “la cultura, la cultura”) e poi invece dileggiano chi porta davvero il pubblico a teatro. Ma in fondo sta tutta qui la differenza tra il dirigismo radical chic e il liberalismo.
- A tutti gli indignati per gli stipendi dei rider di Glovo, da oggi sotto inchiesta per presunto caporalato — che andrà dimostrato — ricordo quanto segue: se vi fa schifo che guadagnino solo 2,30 euro a consegna, allora smettete di ordinare il vostro sushino a casetta. Oppure siate disponibili a pagare 5-6 euro per la consegna.
Domanda, domandina: con l’aumento del prezzo, quanti di voi smetterebbero di ordinare a casa e preferirebbero andarsi a prendere lo stesso cibo d’asporto? Risultato: il povero Abdul, che ieri guadagnava 900 euro al mese consegnando cibo per 12 ore al giorno (non esattamente un lavoro ad alta professionalità), perderà il lavoro.