TORNADO UKIP Gli euroscettici portano in trionfo Farage a Londra

LondraIl suo sorrisone beato ieri mattina campeggiava sulle prime pagine di tutti giornali. La stampa gli aveva chiesto una foto mentre brindava al trionfo del suo partito con una pinta di birra al Marquis of Granby pub di Westminster e Nigel Farage non se l'è fatto ripetere due volte. Qualunque altro leader politico avrebbe declinato l'invito pregando di scegliere uno scenario «più appropriato». Ma il leader del Partito indipendentista britannico (Ukip) è uomo di tutt'altra pasta. Non è il solito politico, anzi molti insistono che non lo sia affatto. Proprio per questo all'indomani della clamorosa avanzata nelle elezioni amministrative in Inghilterra e Galles, gli altri tre maggiori partiti politici del Paese stanno già freneticamente correndo ai ripari. I primi a rimangiarsi i loro giudizi snob sono stati i Conservatori da cui l'Ukip direttamente discende. Nato nel 1991 proprio in seguito alla frattura formatasi sull'approvazione del trattato di Maastricht, il partito di Farage ha visto una partenza in sordina, diverse vicissitudini interne, alterne fortune e corse per la leadership spesso poco credibili. «Alla fine gli ultimi a ridere sono stati i pagliacci» hanno titolato i giornali nazionali parafrasando gli sprezzanti giudizi di Cameron sui candidati di Farage e sottolineando come questa vittoria non sia dovuta soltanto a un crescente sentimento antieuropeo nell'opinione pubblica, quanto alla totale incapacità degli altri partiti di ascoltare le richieste provenienti dalla «pancia» del Paese. Una qualità che invece abbonda in Farage.

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