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Turchia, polizia a Taksim: scontri e feriti. Sindaco: "Avanti a oltranza"

Fitti lanci di lacrimogeni contro i manifestanti. Erdogan non cede su Gezi Park: "Abbatteremo gli alberi"

Turchia, polizia a Taksim tra le fiamme di una barricata
Turchia, polizia a Taksim tra le fiamme di una barricata

La polizia non ha atteso. Se il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha confermato nei giorni scorsi la volontà di provare la strada di un dialogo con i manifestanti che da giorni affollano piazza Taksim a Istanbul, le forze dell'ordine sono invece entrate in azione questa mattina, penetrando nel luogo della protesta, dove non tornavano dal primo giugno.

All'alba i blindati hanno sfondato le barricate di Taksim, rispondendo con i lacrimogeni alle bottiglie incendiarie lanciate da alcuni gruppi di manifestanti presenti in piazza. Gli scontri hanno interessato le vicine aree di Tarlabasi e Harbiye. Almeno un centinaio, secondo le associazioni mediche, i feriti.

Per tutto il pomeriggio il tamtam suoi social network aveva invitato a tornare a piazza Taksim, dando appuntamento alle diciannove. Migliaia di persone si sono di nuovo radunate a Istanbul. Verso sera la polizia è tornata a caricare i manifestanti e a lanciare una pioggia di lacrimogeni per disperdere la folla. Un veicolo ha preso fuoco.

Durissimo il sindaco di Istanbul, Huseyin Avni Mutlu, che ha detto che le forze dell'ordine andranno avanti "notte e giorno" finché tutti i manifestanti non avranno abbandonato l'area e "la piazza sarà aperta alla gente".

Cnn: "Picchiati dalla polizia"

La Cnn, che sta seguendo in diretta i fatti di Taksim, ha denunciato il comportamento della polizia: un cameraman della rete è stato preso a calci. Secondo l'emittente statunitense le forze dell'ordine stanno facendo un uso spropositato dei lacrimogeni. I reporter sul posto lavorano armati di maschera antigas.

Gezi Park

L'azione inizialmente non ha toccato Gezi Park, luogo simbolo della rivolta cittadina. Poi le forze dell'ordine sono entrate brevemente nel parco, nonostante Avni Mutulu, prefetto di Istanbul, si fosse spinto ad assicurare che "non sarà toccato", ribadendo che l'unico obiettivo delle forze dell'ordine era quello di "rimuovere le barricate" e i manifesti appesi sull'Ataturk Culture Center e sulla statua di Ataturk.

La dichiarazione conciliante di Mutulu non fa il paio con quella del premier, che questa mattina ha di nuovo ribadito che non intende fermarsi e che i piani per la trasformazione del parco cittadino continueranno come previsto. "Segheremo gli alberi - ha detto Erdogan - saranno ripiantati in un altro posto". Parole che ribadiscono la linea adottata nei giorni scorsi dal premier, che ha più volte risposto alle istanze dei manifestanti limitandosi a considerare la protesta come un'istanza ambientalista di pochi, ma che vanno a colpire un luogo ormai iconico per chi è sceso in piazza in Turchia.

"Attacco alla democrazia"

Ieri sera il presidente della Repubblica turca, Abdullah Gul, ha approvato la legge che obbliga gli esercizi a non vendere alcolici dalle 22 alle sei del mattino. Una misura che l'opposizione considera un altro passo sul programma d'islamizzazione del paese.

Il premier Erdogan ha denunciato un "attacco illegittimo contro la democrazia" da parte dei manifestanti, che ha anche

accusato di danneggiare il turismo e l'economia turche. A istanbul almeno venti avvocati che difendevano la protesta di Gezi Park sono stati fermati e poi rilasciati nel pomeriggio.

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