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Tutta l'Europa spiava. Tranne noi

Gli 007 inglesi erano punto di riferimento nel Vecchio Continente. I servizi italiani, definiti "divisi e incapaci", tagliati fuori 

Gli europei, pure quelli che si sono stracciati le vesti per lo spionaggio di massa americano, come tedeschi e francesi, fanno lo stesso in collaborazione con Londra. Gli unici fuori dal mazzo sono i servizi italiani «divisi ed incapaci». In realtà vorremmo spiare anche noi, come gli altri, «ma gli ostacoli legislativi» e «il garantismo» ce lo impediscono. Grazie alle ultime rivelazioni del quotidiano britannico The Guardian i nostri servizi fanno la figura dei pirla nella comunità di intelligence europea. In compenso gli alleati sono talmente ipocriti da spiare alla grande, come gli americani, e protestare in pubblico contro lo zio Sam.

Gli ultimi documenti di Edward Snowden, l'esperto riparato in Russia che ha inguaiato la National Security Agency statunitense, dimostrano come gli europei spiano «a strascico» le comunicazioni telefoniche ed internet nel Vecchio continente. L'ennesima scoperta dell'acqua calda, che certifica il coinvolgimento dei servizi di Francia e Germania i Paesi più scandalizzati dai sistemi di spionaggio Usa. Peccato che la loro intelligence utilizzi gli stessi metodi grazie alla collaborazione del potente Gchq (Government communications headquarters) britannico, specializzato in spionaggio elettronico. Oltre ai suggerimenti tecnici i cugini inglesi hanno consigliato la comunità di intelligence europea su come dribblare i vincoli normativi.

Secondo i documenti di Snowden l'intelligente inglese è particolarmente soddisfatta dei colleghi svedesi, che ben consigliati sono riusciti nel 2008 a far approvare una legge per lo spionaggio di massa senza l'autorizzazione del tribunale. I tedeschi pubblicamente stizziti con la Nsa per l'intercettazione del telefonino della cancelliera Angela Merkel sono in realtà i migliori in Europa nello stesso campo. Secondo Londra il servizio di Berlino (Bnd) ha «un'enorme potenzialità tecnologica ed un buon accesso a internet». I francesi, pure loro scandalizzati per i metodi americani, hanno collaborato nello spionaggio di massa con Londra. «Il Dgse (l'intelligence di Parigi, nda) sono partner tecnicamente competenti - rivelano i documenti di Snowden - e hanno dimostrato grande disponibilità a lavorare con il Gchq». Gli spagnoli hanno stretto degli accordi con un'impresa di telecomunicazioni britannica e si sono dimostrati «molto abili nelle operazioni coperte su internet».

Solo gli italiani fanno la figura dei pirla con gli inglesi. Londra ha discusso di controterrorismo focalizzato sullo spionaggio di massa in rete con le due costole delle barbe finte, Aise e Aisi, «ma ha trovato una comunità italiana dell'intelligence divisa e incapace/non disposta a collaborare al proprio interno». L'ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dis (Dipartimento informazioni e sicurezza), si era fatto bello sottolineando che i servizi italiani non hanno mai collaborato con Londra su programmi di spionaggio di massa come Tempora. In realtà dai nuovi documenti di Snowden si scopre che avremmo anche voluto farlo, ma le gabbie normative non ci permettono di spiare come gli altri.

Il quartier generale di Londra sottolineava di essere «in attesa di una risposta dall'Aisi riguardo a una recente proposta di collaborazione (per lo spionaggio di massa, nda). Gli italiani sembravano interessati, ma gli ostacoli legislativi potrebbero impedirli ad impegnarsi». Una buona notizia per criminali e terroristi che minacciano il nostro Paese.

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