Leggi il settimanale

"Col tesoretto compravano iphone, tv e pc": la procura Ue chiede l'arresto di 16 docenti e ricercatori italiani

Accusati a vario titolo di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente

"Col tesoretto compravano iphone, tv e pc": la procura Ue chiede l'arresto di 16 docenti e ricercatori italiani
00:00 00:00

Dalla scuola Falcone dello Zen di Palermo si allarga a prestigiose università in Campania, fra cui la Federico II, il Cnr e alla fondazione Minoprio in Lombardia l'indagine sulle mazzette in cambio di forniture informatiche per progetti finanziati con fondi del Pnrr. L'indagine dell'ufficio palermitano della procura europea è nata dallo scandalo che ha coinvolto l'ex preside Daniela Lo Verde. Sedici persone rischiano di finire agli arresti domiciliari. I procuratori europei Amalia Luise e Geri Ferrara hanno chiesto gli arresti domiciliari per 16 indagati. Il gip di Palermo ha già iniziato gli interrogatori preventivi.

L'indagine è partita da quella sulle mazzette alla scuola dello Zen: in quel caso erano fondi europei, in questo sono fondi del Pnrr. Il comune denominatore sono le società campane e palermitane informatiche, coinvolte nel primo troncone d'indagine. Sarebbe stato uno dei rappresentanti indagati nello scandalo dello Zen ha chiarire che era "assolutamente normale" dare telefoni, computer, televisori, iPad in cambio della fornitura per corsi, dipartimenti, fondazioni. Insomma "si lavorava così", ha detto agli inquirenti.

Stessa cosa sarebbe avvenuta in Campania: il via libera alle forniture sarebbe arrivato in cambio di televisori, computer, smartphone, dispositivi di archiviazione e altro materiale. Le forniture finite nel mirino della procura europea riguardano gli affidamenti diretti per la fornitura materiale per diversi progetti o appalti finanziati con i fondi del Pnrr. Si va qualche migliaio di euro fino a quasi mezzo milione di euro.

Il procedimento, per cui sono in corso gli interrogatori preventivi dopo i quali il gip deciderà sulla richiesta di misura cautelare, nasce dall'indagine che nel 2023 portò agli arresti domiciliari Daniela Lo Verde, dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo nota per il suo impegno antimafia, il suo vice e la dipendente dell'azienda R-Store spa. Alessandra Conigliaro. La preside, oltre a fare la cresta sugli alimenti della mensa scolastica, faceva acquistare con fondi europei (da qui la competenza di Eppo) pc e dispositivi elettronici da destinare agli alunni dal negozio della Conigliaro che, in cambio, le faceva avere telefonini e computer per sé e i suoi familiari. È stata la dipendente dell'esercizio commerciale, con le sue rivelazioni, a consentire ai pm di allargare l'indagine e scoprire che lo stesso metodo illecito era applicato anche in alcune facoltà universitarie e scuole di Napoli.

Secondo gli inquirenti la R-Store, "alla continua ricerca di profitto e ingolosita dalle innumerevoli opportunità derivanti dai fondi europei del Pnrr destinati al mondo della scuola", sarebbe andata, dunque, ben oltre una aggressiva politica commerciale, sconfinando nell'illecito. Decisivo il ruolo dei docenti e dei ricercatori che imponevano di acquistare dalla società avendo in cambio iphone da 2mila euro, buoni spesa, stampanti, smart tv.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica