Leggi il settimanale

Migranti, bollinato il ddl che introduce il blocco navale: cos’è e come funziona

Interdizione all’ingresso fino a 6 mesi e sanzioni fino a 50mila euro per i trasgressori: ecco cosa prevede

Migranti, bollinato il ddl che introduce il blocco navale: cos’è e come funziona
00:00 00:00

Nelle ultime ore è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il disegno di legge in materia di immigrazione che include la delega per l'attuazione del Patto Ue su migrazione e asilo, varato dal Consiglio dei ministri l'11 febbraio. Questo decreto introduce ufficialmente il blocco navale e interviene sul testo unico sull'immigrazione prevedendo, fra l'altro, che gli stranieri trattenuti nei Cpr possano usare telefoni senza fotocamera, oltre agli apparecchi fissi. La bollinatura ha accertato che esistono le coperture finanziarie e quindi ora il tutto può passare alla firma del presidente della Repubblica.

Ma cos’è il blocco navale? Si tratta di uno strumento a disposizione del ministero dell’Interno che permette di interdire la navigazione nelle acque territoriali italiane a determinate navi nel caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Si può applica quando sussiste un concreto pericolo di infiltrazione terroristica sul territorio, per esempio, o quando la pressione migratoria in un determinato momento è elevata e non permette di gestire in sicurezza i confini dello Stato, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. Potrà essere applicato per un periodo massimo di 30 giorni, con possibilità di proroga di ulteriori 30, fino a un massimo di 6 mesi.

Non è una disposizione che il ministro degli Interni può applicare in autonomia ma è necessario un passaggio in Consiglio dei ministri, su proposta del Viminale. Nel caso in cui venisse interdetto l’ingresso a una nave con migranti a bordo, questi non resteranno a bordo ma, non potendo essere sbarcati in Italia, potranno essere indirizzati anche verso Paesi terzi, diversi da quelli di origine o di partenza, con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi.

Sono Paesi nei quali sono presenti strutture di accoglienza ove operano anche organizzazioni internazionali specializzate in migrazioni e asilo, dove si possono svolgere anche le operazioni di rimpatrio nei Paesi di appartenenza. È prevista una sanzione fino a 50mila euro per le violazioni

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica